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Viviana Parisi: l’inquietante post profetico sulla fuga nel bosco al vaglio degli inquirenti

"È come se avessi incontrato la matrigna cattiva e fossi scappata nel bosco nascondendomi dal mondo. La musica - e tutto ciò che facevo - è diventata malvagia mi ha "perseguitata" mi ha rinchiuso in una bara di cristallo".

Viviana Parisi: l’inquietante post profetico sulla fuga nel bosco al vaglio degli inquirenti
Torino, 25 Agosto 2020 ore 09:40

Ha consegnato ai social, attraverso la sua pagina Facebook “Viviana Express”, una riflessione sul suo profondo disagio esistenziale. Ora quelle parole – che suonano sinistramente profetiche – vengono analizzate.

Il post profezia di Viviana Parisi

E’ al vaglio del Procuratore Angelo Cavallo quel post di Viviana Parisi che, alla luce di quanto accaduto, non può passare inosservato. La dj torinese, trovata morta l’8 agosto scorso nei boschi di Caronia, parla espressamente del suo disagio e dell’esigenza di fuggire in un bosco. Ma in quelle parole si scorge anche il forte impatto che ha avuto su di lei la maternità.

Dopo la nascita di mio figlio Gioele sono entrata a far parte di un mondo nuovo, particolare, colmo di impegni. Cinque anni fa i miei ormoni sono cambiati e gli ormoni di una donna sono veramente complicati e difficili da gestire. Alla nascita del mio cucciolo il suo mondo mi rapì sia con il cuore che con la mente. Il mio tempo non lasció spazio ad altri pensieri. Mi travolse. Prima di tutto mi coinvolse un senso di protezione, quindi iniziai ad aver cura di tutto il suo grande universo… Fino a un anno e mezzo fa lo nutrii col mio seno. Decisi poi a malincuore di non dargli più il mio latte, nonostante ne avessi ancora proseguii con quello che mi prescrisse il pediatra, così arrivó il primo distacco come quello del cambio dei quindici pannolini quotidiani al vasino e quello del baldacchino alla culla più grande.

Riflessioni sul suo ruolo di professionista

In questo lungo post Viviana analizza anche l’andamento della sua vita professionale e personale:

La musica per me cambió. Per Daniele l’Hardstyle in studio, per me la ninna nanna in camera da letto, il trenino Bob e le Ruote del Bus che girano in cucina o nel soggiorno e in bagno. Tanto amore, tanti abbracci, la manina cicciotella del mio bimbo sempre con la mia e le preoccupazioni del suo pianto che mi facevano capire se c’era qualcosa che non andava bene.  Le prime condivisioni dei suoi giocattoli con gli altri bimbi, il girello, l’altalena, lo scivolo, i suoi primi tuffi in acqua, tante e tutte queste emozioni vissute senza volerle condividere sui social. Proprio io che iniziai a postare 18 anni fa i primi video privati di “casa” su MySpace e YouTube che poi cancellai perché “non professionali” detto da alcuni colleghi.

E ancora

Io che …. nonostante mi dicevano che non ero femminile ma ” tamarra” sono cambiata nel corso degli anni perché viaggiando ho conosciuto e imparato tante cose, io che… ho fatto tanti sbagli ma che ho imparato a correggerli e a scrivere di me e del mio lavoro passo per passo, a fotografare e registrare i momenti delle giornate della vita quotidiana e in generale, io che…. ho imparato a descrivere e anche inventare filmetti guardando oltre le mie conoscenze ma soprattutto le mie paure e miei limiti. Io che…. poi due anni fa mi sono totalmente e completamente del tutto ancora più  estraniata, allontanata, chiusa in un bunker… 

La matrigna cattiva e il bosco

E si arriva al punto in cui Viviana, attraverso un’inquietante metafora, parla di una matrigna cattiva e della fuga in un bosco. Ed è proprio in una zona boschiva che il suo corpo è stato rinvenuto e dove putroppo, pochi giorni dopo, sono stati trovati anche i resti del piccolo Gioele

È come se avessi incontrato la matrigna cattiva e fossi scappata nel bosco nascondendomi dal mondo. La musica – e tutto ciò che facevo – è diventata malvagia mi ha ” perseguitata” mi ha rinchiuso in una bara di ” cristallo”.Ho cercato di difendermi ho cercato di proteggere me e il mio piccolo, ma alla fine è stato il mio cucciolo a darmi il TEMPO e a cliccare il tasto PLAY,  a ridarmi il ” RITMO” pian piano…

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