Il mistero rimane

Le nove domande fondamentali sulla morte di Viviana Parisi

La "famiglia del Nord" e i buchi dei testimoni, l'incidente in galleria, le bugie: tutto quello che ancora non quadra.

Le nove domande fondamentali sulla morte di Viviana Parisi
Torino, 15 Agosto 2020 ore 10:52

Le ricerche ancora non hanno restituito alcuna novità circa la sorte del piccolo Gioele. E’ in stallo l’indagine sulla morte della madre, Viviana Parisi, la 43enne dj torinese ritrovata senza vita sotto un traliccio dell’alta tensione in aperta campagna dopo una “fuga” 100 chilometri da casa.

Mettiamo allora in fila le domande principali che restano al momento senza risposta in questa quasi impenetrabile vicenda.

1- Perché la “famiglia del Nord” non si trova?

Una testimonianza cruciale per stabilire se Gioele era con la madre al momento dell’incidente sull’autostrada, a Caronia, è quella di una misteriosa famiglia in vacanza che si sarebbe fermata a prestare soccorso. Il pm Angelo Cavallo li cerca da giorni: sarebbero un babbo 50enne corpulento e calvo con maglietta rossa o arancione, una madre 45enne con capelli raccolti e vestito blu e due figli adolescenti, tutti “del Nord”.

Sono probabilmente loro ad aver chiamato il 112: nella telefonata parlano di un incidente con coinvolta una donna e dicono che nell’auto c’era anche un bambino. L’audio è stato acquisito dalla Procura.

Ma perché non si fanno vivi? Posto che non ci sia mezza possibilità che non abbiano sentito l’appello, di cosa hanno paura?

Forse di non aver fatto abbastanza. Di non aver insistito nel cercare di aiutare quella donna in fuga, oltre il guard rail. E quindi si sentono in qualche modo responsabili.

AGGIORNAMENTO 17 AGOSTO. Gioele era vivo, in braccio alla madre, con gli occhi aperti, in posizione verticale e senza alcuna ferita secondo un testimone presente dopo l’impatto. Lo ha reso noto il pm Angelo Cavallo, riferendosi ai famosi turisti del Nord, che secondo il procuratore all’inizio non erano sicuri di essere proprio loro i destinatari dell’appello: “Quando però è stata diffusa la loro descrizione, hanno capito che era quello l’incidente e si sono presentati”.

2 – Perché la Polizia non riesce a risalire al numero di cellulare?

Perché la Polizia riesce ad acquisire l’audio della telefonata al 112, ma non riesce a risalire al numero di cellulare dal quale è partita?

E’ inverosimile che la dotazione tecnica della centrale emergenze non sia in grado di tracciare chi chiama (o che al limite non ci riesca la compagnia telefonica che ha veicolato la chiamata).

Sembra però che a chiamare il 112 potrebbe non essere stata la famiglia del Nord, ma un altro automobilista di passaggio: anzi, in sottofondo si sentirebbe la voce del padre di famiglia del Nord.

3 – Com’è possibile che gli operai tamponati non abbiano visto nulla?

La Opel Grigia di Viviana Parisi ha urtato il loro furgone in galleria, poi pare che la 43enne sia scesa allontanandosi verso l’uscita, mentre gli operai badavano più al traffico per evitare altri incidenti con le auto in arrivo.

Ma è verosimile che due tecnici in servizio non si preoccupino minimamente di prendere le generalità dell’automobilista che gli è andato addosso, anche solo per giustificare quanto accaduto durante l’orario di lavoro?

Questo resta uno degli aspetti più surreali.

Viviana Parisi

4 – Gioele morto nel “lieve incidente”?

Perché se si è sempre parlato di “lieve incidente”, ora gli inquirenti ipotizzano anche che Gioele, senza cintura, possa essersi ferito o addirittura essere morto nello scontro in galleria, innescando la reazione sconvolta della madre?

Tutto può essere, ma sinora il sinistro è stato sempre descritto come accidentale e di poco conto. Di punto in bianco invece ecco l’ipotesi più funesta, che però non quadra: per altro il pubblico non ha finora potuto vedere neppure lo stato dei mezzi coinvolti.

5 – Perché Viviana non paga il casello?

Perché Viviana non paga il casello uscendo a Sant’Agata di Militello per quei famosi “20 minuti di buco”?

Ha i soldi con sè, invece citofona all’operatore, che sblocca la sbarra manualmente e le rilascia un attestato di transito da pagare in un secondo tempo.

Forse ha semplicemente smarrito il tagliandino da presentare nel disordine dell’auto, altrimenti anche questo resta un comportamento inspiegabile.

6 – Perché la 43enne non fa benzina in autostrada?

Se esce a Sant’Agata solo per far benzina, allora perché la dj non s’è fermata all’ultima stazione di servizio in autostrada, non tanto lontana dall’uscita?

L’unica è che l’occhio sulla spia della riserva sia caduto dopo aver passato il distributore e che poi la donna sia andata nel panico, temendo di rimanere a secco.

VIVIANA PARISI COL MARITO, ANCHE LUI DJ:

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7 – Perché viaggia a 60 all’ora in autostrada?

Rientrata in autostrada dopo sant’Agata, secondo i calcoli degli inquirenti Viviana Parisi impiega 15 minuti per arrivare al punto dove farà l’incidente col furgone, quindi a una velocità media di soli 60 chilometri orari, ben sotto alla media che si tiene di solito in autostrada (pena farsi strombazzare in continuazione).

Che fosse sconvolta già prima dell’incidente per qualcosa dopo il “buco” di Sant’Agata?

8 – Perché ha mentito al marito?

Perché Viviana s’inventa la scusa (col marito) di dover comprare le scarpe per il figlio, per uscire di casa? E perché non prende il telefonino?

Qui la spiegazione data dai legali di Daniele Mondello chiama in causa la famosa “Piramide di luce” (LEGGI QUI IL NOSTRO APPROFONDIMENTO), meta mistica che la dj avrebbe secondo loro voluto raggiungere per rasserenare il proprio animo dopo mesi di crescente disagio interiore. Per evitare discussioni, la 43 avrebbe pianificato la “fuga” in modo da non farsi rintracciare.

9 – Perché s’è allontanata dopo l’incidente in galleria?

La risposta sarebbe coerente rispetto al quadro della tesi appena esposta. Viviana perde la testa, saltato il suo piano: si è forse sentita “braccata” anzitempo è ha istintivamente cercato una via di fuga, per quanto assurda sotto il sole cocente e in mezzo a una campagna inospitale.

A questo punto sembra comunque probabile che Gioele fosse con lei, vivo o morto nel “lieve incidente” che fosse. Sembra incredibile che chi si trovava a Caronia in quel momento sia stato così superficiale… anche perché il doloroso punto di non ritorno in questa storia è proprio il momento in cui la donna ha scavalcato il guard rail per sparire nel nulla.

Le ricerche del corpo del bimbo in ogni anfratto del chilometro e mezzo fino al traliccio sinora non hanno dato esiti: se Viviana Parisi, sconvolta, si è arrampicata per poi buttarsi di sotto, che ne è stato di Gioele?

daniele.pirola@netweek.it

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