Aveva 46 anni

Addio a Cala Cimenti, sopravvissuto agli 8 mila metri del G7 ma travolto da una valanga al Sestriere

Insieme a lui è deceduto anche il compagno di escursione Patrick Negro.

Addio a Cala Cimenti, sopravvissuto agli 8 mila metri del G7 ma travolto da una valanga al Sestriere
Cronaca Torino, 09 Febbraio 2021 ore 11:06

“Cala” Cimenti è morto ieri pomeriggio insieme all’amico Patrick Negro, dopo essere stato travolto da una valanga nella zona del Sestriere. Domenica 14 febbraio avrebbe compiuto 46 anni.

Addio a Cala Cimenti

Carlalberto Cimenti, detto “Cala”, non ce l’ha fatta: è morto ieri pomeriggio travolto da una valanga, nella zona della Cima del Bosco e del Col Chalvet, al confine tra i comuni di Cesana e Sauze di Cesana.Ha perso la vita a pochi chilometri da Pragelato, dove viveva. Con lui c’era Patrick Negro, 50 anni e due figli, cresciuto a Sestriere ed ex capostazione del Soccorso alpino di Pragelato.

Domenica 14 febbraio, giorno di San Valentino, avrebbe compiuto 46 anni.

“Sempre in alto”

Un’escursione sulle nevi di casa, un modo per tenersi in allenamento che è risultato fatale. Cala Cimenti, era abituato al tetto del mondo: “Scalare montagne, possibilmente per scenderle con gli sci ai piedi, viaggiare, sempre in alto”, questo quanto scrive su Facebook. Una filosofia di vita che lo ha portato a toccare le vette più alte del mondo.

Nell’ottobre del 2017 aveva raggiunto la cima del Dhaulagiri, a quota 8.156, scendendo con gli sci da 7000 metri in giù. Nel 2019 era arrivato in cima alla nona vetta più alta del mondo: il Nanga Parbat, in Pakistan, e sempre in Pakistan era scampato alla morte nel luglio del 2019 sul Gasherbrun VII: in quell’occasione il suo compagno di scalata e discesa, il medico Francesco Cassardo, era precipitato con gli sci rimanendo gravemente ferito e lui lo aveva salvato, prestandogli soccorso.

Cimenti è stato il primo e unico italiano ad avere conseguito la Snow Leopard per aver raggiunto tutte e 5 le montagne più alte delle catene montuose del Pamir e del Tien Shan e averle discese a piedi.

L’ultimo post

L’ultimo post su Facebook risale solo a qualche ora prima dell’incidente quando aveva condiviso alcuni scatti effettuati a Prali:

“Oggi mi sono dilettato in una nuova tipologia di selfie: i selfie in movimento, ispirato da uno scenario sempre magico, quello del fuoripista dei 13 laghi”.

Il ricordo del Soccorso Alpino

A ricordare lui e Patrick Negro è anche il soccorso alpino:

Questa è la valanga che ieri si è portata via Cala Cimenti e Patrick Negro. Cala era un alpinista di fama internazionale, un caro amico per molti di noi. Patrick era stato un nostro tecnico forte e preparato, con cui tanti di noi avevano condiviso momenti intensi tra interventi ed esercitazioni. Ogni operazione di soccorso lascia un segno dentro di noi, ma questa volta rimane un dolore più profondo soprattutto per i tecnici che sono intervenuti sapendo che sotto la neve c’erano due loro amici. Con un pensiero di vicinanza per le famiglie di Cala e Patrick, a cui ci stringiamo in un grande abbraccio.

 

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