L'ultimo viaggio

L’ultimo saluto a Cala, la moglie: “Brindiamo, lui avrebbe voluto così”. A Pomaretto l’addio a Patrick

Ieri i funerali dei due scialpinisti travolti e uccisi da una valanga in Val di Susa nel pomeriggio di lunedì.

L’ultimo saluto a Cala, la moglie: “Brindiamo, lui avrebbe voluto così”. A Pomaretto l’addio a Patrick
Cronaca Val Susa, 12 Febbraio 2021 ore 11:42

Erano in tanti tantissimi. Venuti a salutare “Cala” nel suo ultimo viaggio. E hanno brindato. Quasi una festa, perchè “lui avrebbe voluto così”. E’ Erika Siffredi, moglie di Cala Cimenti, che, tra le lacrime, pronuncia queste parole.

L’ultimo saluto a Cala

Il funerale dello scialpinista, che avrebbe compiuto 46 anni domenica 14, si è svolto nel pomeriggio di giovedì, nella chiesetta di San Restituto a Sauze di Cesana, tra le sue montagne. Quelle che adorava e che lo hanno strappato alla vita. Abituato ad imprese impossibili, l’eroe del Nanga Parbat e “star” dello scialpinismo. Nessuno si sarebbe mai aspettato che a tradirlo fossero proprio le montagne di casa.

Il brindisi

Per l’addio la moglie Erika sui social aveva invitato tutti a portarsi una birra per salutare il suo amato Carloalberto “Cala” con un brindisi dopo la cerimonia propriocome avrebbe voluto lui. Un brindisi intorno alla bara di legno chiaro su cui sono stati poggiati i simboli della sua amata montagna. Un funerale che prova ad essere una festa, con tante persone che cercano l’allegria anche dove allegria non c’è.

Patrick Negro

Il ricordo corre anche a Patrick Negro, che con Cala ha trovato la morte, quel tragico pomeriggio di lunedì. Il suo funerale si è svolto a Pomaretto, nella mattinata, davanti all’ospedale Valdese, alla presenza della moglie Sabrina e dei due figli di 10 e 16 anni. Patrick era originario di Giaveno e aveva vissuto a lungo lì prima di trasferirsi a Pragelato proprio per trasformare in lavoro la sua passione per la montagna. Era stato a lungo volontario del soccorso alpino e della protezione civile di zona contribuendo a salvare numerose persone. A estrarre il suo corpo dalla neve sono stati proprio i suoi amici.

“Patrick era stato un nostro tecnico forte e preparato, con cui tanti di noi avevano condiviso momenti intensi tra interventi ed esercitazioni. Ogni operazione di soccorso lascia un segno dentro di noi, ma questa volta rimane un dolore più profondo soprattutto per i tecnici che sono intervenuti sapendo che sotto la neve c’erano due loro amici”, questo il ricordo del Soccorso Alpino e Speleologico del Piemonte.

Il ricordo di Pragelato

Sempre nella giornata di ieri, intorno a mezzogiorno, anche il Comune di Pragelato ha voluto ricordare i due scialpinisti. Il Sindaco ha salutare i due amanti della montagna con un minuto di raccoglimento, presenti anche gli amministratori locali ma soprattutto moltissimi cittadini.

(Foto di copertina: CronacaQui.it)

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