L'appello

“Non archiviare l’indagine sulla morte di Viviana Parisi e del piccolo Gioele!”

Mentre si prospetta una battaglia di perizie fra i consulenti della famiglia e quelli della Procura

“Non archiviare l’indagine sulla morte di Viviana Parisi e del piccolo Gioele!”
Cronaca Torino, 04 Gennaio 2021 ore 12:49

Archiviare l’indagine sulla morte di Viviana Parisi e del piccolo Gioele: la Procura vorrebbe chiudere  il caso ma Daniele Mondello (papà di Gioele e marito di Viviana) non ci sta e urla a gran voce contro quella che ritiene un’ingiustizia.

L’appello affidato a Facebook

L’uomo, che da sempre è stato in prima linea nella ricerca della verità, ha affidato a Facebook il suo accorato appello: “Giustizia per Viviana e Gioele: NO! all’archiviazione del caso come omicidio-suicidio. Clicca il link e firma anche tu, aiutaci a condividere il link con i tuoi amici. Archiviare il caso, sarebbe come ucciderli una seconda volta. GIUSTIZIA per Viviana e Gioele!“. L’invito è dunque quello di proseguire nelle indagini per chiarire definitivamente questa vicenda che definire misteriosa è ancora poco. La deejay torinese è stata trovata morta ai piedi di un traliccio nella piana di Caronia, in Sicilia, dopo essersi allontanata dalla propria auto con il figlioletto. Il bimbo non si trovava, però. Il suo corpicino è stato poi rinvenuto dopo settimane di ricerche, forse dilaniato da animali selvatici.

Cos’è successo veramente a Caronia?

Secondo la Procura l’ipotesi più probabile sarebbe quella dell’omicidio-suicidio. Ovvero che la deejay avrebbe ucciso il bambino prima di gettarsi dal traliccio. Ma c’è chi non ci crede e pensa che potrebbe essere andata diversamente. Qui le ipotesi si sprecano. Lei si è gettata e il bimbo ancora vivo ha vagato per ore prima di perdere i sensi (lontano dal traliccio) ed è poi stato dilaniato da animali selvatici. Oppure è stato azzannato mentre era ancora vivo. Oppure ancora mamma e bimbo sono stati uccisi da qualcuno che ha poi inscenato tutto. E l’incidente sul viadotto, che ruolo ha quel fatidico incidente? La donna, dopo l’incidente con un furgone, ha abbandonato l’auto e si è allontanata a piedi facendo perdere le proprie tracce. C’è anche chi pensa alla morte del bimbo causa incidente e allo sconforto che potrebbe aver indotto la mamma al suicidio. Insomma, un groviglio di ricostruzioni e interpretazioni non facile da districare.

Il pool di periti della famiglia

La famiglia di Viviana ha nominato un proprio “pool” di esperti in indagini su casi equivoci o mai chiusi: il criminologo Carmelo Lavorino, il medico legale Antonio Della Valle e lo psicologo Enrico Delli Compagni oltre agli avvocati Pietro Venuti e Claudio Mondello. Tutti sono concordi nel ritenere che l’ipotesi di omicidio-suicidio avanzata dalla Procura non sta in piedi. Ora si prospetta una specie di “battaglia legale” fra i consulenti della Magistratura e il pool nominato dal marito della povera Viviana. Più certezze si avranno solo quando il procuratore Angelo Cavallo, titolare dell’inchiesta, scioglierà le riserve dopo gli ulteriori 60 giorni chiesti per arrivare a una conclusione. Certo che quanto accaduto in provincia di Messina nell’agosto scorso sembra essere uno dei più grandi gialli irrisolti degli ultimi anni. Sarebbe quindi sbagliato archiviare l’indagine su Viviana e Gioele.

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