In 80 col fiato sospeso

Crisi Elcograf: l'arcivescovo a fianco dei lavoratori

La ex-Canale di Borgaro al centro delle (difficili) trattative per assicurare il pre-pensionamento di circa settanta lavoratori a rischio

Crisi Elcograf: l'arcivescovo a fianco dei lavoratori
Pubblicato:
Aggiornato:

Crisi Elcograf, anche l'arcivescovo Cesare Nosiglia al fianco dei lavoratori. Sono circa 80 le persone che rischiano il posto a causa della chiusura o ridimensionamento dell'attività, ma la maggior parte di essi potrebbe sperare nel pensionamento. Questa è la partita che si sta giocando: addivenire all'ambìto traguardo pensionistico invece di perdere il posto tout-court.

L'appoggio di Curia e Regione

Oltre all'appoggio della Curia, i lavoratori possono contare sul fondamentale ruolo delle istituzioni regionali. Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, insieme all’assessore al Lavoro Elena Chiorino, ha incontrato le parti coinvolte nella vicenda che vede protagonisti i lavoratori della ex-Canale di Borgaro Torinese. Presente l'arcivescovo di Torino monsignor Nosiglia, che aveva personalmente auspicato l’incontro a cui hanno partecipato attivamente i sindacati: Giorgia Perrone per la Cgil, Tino Mandricardi per la Uil, Salvatore Alessio per la Cisl e Alfredo Lamberti in rappresentanza delle Rsu interne.

L'incontro fra le parti sociali sulla crisi Elcograf ex-Canale

C'era anche il sindaco di Borgaro Claudio Gambino. Hanno partecipato in collegamento streaming, per la proprietà, Maurizio Vercelli Ceo di Elcograf, per Confindustria Alberto Gamba dell’Unione Industriale di Torino, e per l'Inps Antonietta Ragone e Michele Cottura. Non solo l'arcivescovo dunque al fianco dei lavoratori per cercare di risolvere la crisi Elcograf.

Si "esce" con 35 anni di contributi

Sul tavolo della discussione sono emerse le difficoltà burocratiche da parte dell’azienda nei confronti dell’Inps sulla gestione delle pratiche di pensionamento di una parte dei lavoratori in virtù al comma 500 dell’art. 1 della legge di Bilancio 2020. Secondo questa norma sarebbe possibile avvalersi di fondi per pre-pensionare i lavoratori con almeno 35 anni di contributi.

“Stiamo attraversando un momento complicato e l'imminente sblocco dei licenziamenti ci responsabilizza ancora di più – ha commentato il presidente Cirio - faremo concretamente la nostra parte e ringrazio l’Arcivescovo Nosiglia per la sua presenza e vicinanza costante a noi istituzioni e ai lavoratori”.

La Dirigenza Regionale dell'Inps si è resa disponibile, a breve, per un confronto con la proprietà, suggerito dall’assessore Chiorino. Vvista la complessità della situazione si è ritenuto opportuno suggerire ai presenti un incontro con INPS per analizzare tutta la documentazione in possesso all’azienda e che può mettere a disposizione, per capire concretamente quali possano essere i migliori strumenti da attivare per trovare una soluzione.

Seguici sui nostri canali