Scorie nucleari

Rifiuti radioattivi a Carmagnola: già 11mila firme contro

Banchetti "live" e raccolta di adesioni sulla piattaforma Change.org per contestare l'ipotesi di Sogin e Ministero.

Rifiuti radioattivi a Carmagnola: già 11mila firme contro
Cronaca Torino, 04 Febbraio 2021 ore 13:30

Raccolte ben 11mila firme raccolte contro il deposito dei rifiuti radioattivi a Carmagnola. Un potente e deciso “no” dunque all’ipotesi di stoccare le scorie radioattive sul territorio del Comune al confine fra le province di Torino e Cuneo. Le sottoscrizioni alla petizione di protesta sono state raccolte sia dal vivo (con banchetti all’aperto) sia online sulla piattaforma “Change.org“.

Il sindaco Ivana Gaveglio condivide

Il sindaco Ivana Gaveglio condivide il dissenso e si è già schierata pubblicamente più di una volta contro l’ipotesi del deposito di stoccaggio. Se le adesioni aumenteranno ancora, com’è lecito attendersi, la petizione avrà più peso e ciò conterà quando sarà inviata alla Sogin Spa, al Ministero dello Sviluppo Economico e al Ministero dell’Ambiente. La vicenda è stata già trattata: nelle scorse settimane avevamo anche pubblicato in anteprima le slide (qui sotto, ndr) proiettate al primo incontro sul progetto.

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A fine dicembre 2020 il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero dell’Ambiente avevano rilasciato il nulla osta alla pubblicazione della Carta Nazionale delle aree potenzialmente idonee ad ospitare il deposito nazionale di smaltimento dei rifiuti radioattivi. Carmagnola, appunto, era indicata come potenziale sito utilizzabile. Immediato l’allarme delle istituzioni locali e il malumore fra la popolazione. Anche perché, en passant, il Piemonte è la regione italiana che attualmente detiene il record di radioattività con i due notevoli siti di stoccaggio a Saluggia (Vercelli) e Tortona (Alessandria). Sembra dunque comprensibile questo atteggiamento di timore e sospetto che culmina con la raccolta di firme contro i rifiuti radioattivi.

La Città Metropolitana è d’accordo

Anche la Città Metropolitana di Torino, come ente istituzionale, si è detta d’accordo con il fronte comune delle popolazioni residenti. Anche offrendo l’assistenza tecnico-legale necessaria per la stesura delle contro-indicazioni da inviare al Ministero. Il vicesindaco Marco Marocco ha confermato l’assoluta indisponibilità a candidarsi da parte dei Comuni del territorio individuati tra quelli potenzialmente idonei da Sogin.

“La Città metropolitana di Torino sta lavorando per raccogliere tutti gli elementi tecnici necessari a dimostrare che né Carmagnola, né la zona compresa tra Mazzè e Rondissone sono adatti ad ospitare il deposito unico nazionale di scorie nucleari”.

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