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Contro la discriminazione di genere

Tre insegnanti nude per il Banksy torinese: in difesa della maestra vittima di revenge porn

"Nel mondo dell' istruzione primaria vige l'ipocrisia che una donna non possa avere una sessualità, e le donne sono de-sessualizzate come individui."

Tre insegnanti nude per il Banksy torinese: in difesa della maestra vittima di revenge porn
Cultura Torino, 02 Dicembre 2020 ore 12:25

“È un progetto che vuole mettere in luce il problema del revenge porn e della discriminazione di genere“, ha spiegato l’artista torinese Andrea Villa, da molti accostato a Banksy. E così in città campeggiano le foto nude di tre insegnanti elementari esposte sui manifesti davanti alcune scuole di Torino dall’artista in segno di solidarietà alla maestra vittima di revenge porn.

Contro il revenge porn scende in campo anche il Banksy torinese

“Ho chiesto a tre insegnanti delle elementari di inviarmi dei loro selfie senza veli, come se le dovessero inviarli al loro fidanzato. Poi li ho stampati ed affissi per strada. I loro corpi sono stati esposti al pubblico, così come nel revenge porn l’ intimità viene violata e lasciata al pubblico ludibrio. Molto spesso le donne vengono giudicate per la loro vita sessuale privata. Nel mondo dell’ istruzione primaria vige l’ipocrisia che una donna non possa avere una sessualità, e le donne sono de-sessualizzate come individui. Una ragazza che ha partecipato a questo progetto ha detto che aveva timore ad andare a bere la sera per paura che qualcuno la fotografasse ubriaca e potesse cosi perdere il posto di lavoro. Spero di poter sensibilizzare con questa affissione sui pregiudizi sociali che affliggono da tempo la percezione della sfera privata femminile.”

Così Villa ha spiegato lo scopo della sua nuova impresa artistica. Ovviamente l’identità delle tre maestre che si sono prestate è stata protetta dall’artista.

La maestra vittima di revenge porn

Quella che da molti è stata interpretata come una provocazione nasce da un recente fatto di cronaca che ha coinvolto una maestra d’asilo di una struttura privata di un Comune della provincia torinese. La donna è stata ricattata prima e licenziata poi per alcune foto a luci rosse spedite al proprio fidanzato: parliamo di un reato, revenge porn. L’uomo, senza alcuno scrupolo, ha postato il tutto sul gruppo di whatsapp della sua squadra di calcetto. A questo punto una donna che ha visionato il materiale ha ben pensato di ricattarla in cambio del suo silenzio. Ma la maestra non si fa spaventare e ha denunciato il tutto. La ricattatrice decide quindi di contattare la dirigenza scolastica e si arriva così (inspiegabilmente) al licenziamento della vittima. La maestra è stata risarcita in sede giudiziale perché il licenziamento è stato considerato ingiusto. Resta ora aperta la questione penale: infatti la dirigente scolastica è stata denunciata per diffamazione poiché avrebbe spiegato in riunione, davanti ad altre persone il motivo del licenziamento della giovane maestra. Anche l’altra donna che ha tentato il ricatto è sotto inchiesta per il ricatto che avrebbe perpetrato. L’ex-fidanzato che ha diffuso i video ha evitato il processo con i Servizi sociali per 12 mesi. Al termine di questo periodo l’ente presso cui è stato assegnato comunicherà all’autorità giudiziaria se il percorso di recupero abbia avuto esito.

L’intervista di Selvaggia Lucarelli per Radio Capital

Selvaggia Lucarelli nel corso della trasmissione radiofonica Le Mattine ha finalmente dato voce alla maestra di cui si è tanto scritto e per la quale in molti come Villa hanno voluto manifestare il proprio sostegno (uno su tutti anche il calciatore juventino Claudio Marchisio) La ragazza ai microfoni di Radio Capital ha messo i puntini sulle i chiarendo diversi aspetti, il più importante è quello che riguarda la parola “revenge” e che automaticamente fa pensare a una storia conclusa in cui un lui è assetato di vendetta. Nulla di più falso per quanto riguarda questa di storia. La maestra precisa: al momento dei fatti stavano insieme e c’era un legame di fiducia.

 

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