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Rivarolo Canavese

Strage Rivarolo, nuovi (inquietanti) dettagli: Wilson e Maria Grazia uccisi già al mattino

Osvaldo Dighera e la moglie Liliana Heidempergher sono stati invece freddati uno alla volta la sera di sabato appena entrati nella casa degli orrori.

Strage Rivarolo, nuovi (inquietanti) dettagli: Wilson e Maria Grazia uccisi già al mattino
Cronaca Canavese, 15 Aprile 2021 ore 11:07

Emergono nuovi inquietanti dettagli sulla strage di Rivarolo: come riporta Prima il Canavese, Wilson e Maria Grazia sono stati uccisi già al mattino mentre Osvaldo Dighera e la moglie Liliana Heidempergher freddati uno alla volta la sera di sabato, appena entrati in casa, diverse ore prima che gli inquirenti accedessero all’appartamento.

Wilson e Maria Grazia uccisi già al mattino

I primi risultati delle autopsie svolte sui corpi delle vittime, nella giornata di mercoledì 14 aprile 2021, iniziano a delineare il quadro di una vicenda che si fa sempre più cupa. Wilson, il 51enne figlio disabile e la moglie Maria Grazia Valovatto sarebbero stati uccisi già al mattino di sabato come ipotizzato dagli inquirenti fin dal ritrovamento, in camera da letto e ancora in pigiama. Secondo la ricostruzione Wilson sarebbe stato ucciso per primo, con un colpo sparato al capo a bruciapelo, poi sarebbe toccato alla moglie alla quale avrebbe esploso un colpo a circa un metro di distanza, sempre alla testa.

I Dighera attirati in una trappola?

coniugi Dighera invece sarebbero stati uccisi la sera, a loro, stando alle prime ricostruzioni, Renzo Tarabella, non avrebbe neanche lasciato il tempo di capire cosa stesse accadendo e li avrebbe freddati appena dopo il loro ingresso in casa, uno alla volta: prima Osvaldo, con due colpi, uno alla schiena e uno alla testa, poi la moglie Liliana, uccisa con un solo colpo alla testa, che era andata dai Tarabella nel tentativo di trovare il marito che non sentiva da ore.

L’attesa

Ma sarà esclusivamente Tarabella, piantonato all’ospedale San Giovanni Bosco di Torino, a poter chiarire tutti i dettagli del pluriomicidio. Dal perchè del gesto, già a tratti spiegato in un biglietto lasciato in cucina, ai momenti di “buco” fra un omicidio e l’altro.