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Quattro morti, l'assassino ricoverato

Strage di Rivarolo, nei bigliettini la frase shock: “Se la sono meritata”

Renzo Tarabella ha sterminato i vicini di casa (nonché proprietari del suo appartamento), la propria moglie e il figlio disabile. In due bigliettini la spiegazione del movente.

Cronaca Torino, 13 Aprile 2021 ore 11:18

Strage di Rivarolo: due bigliettini, di piccole dimensioni, scritti con una biro nera quasi distrattamente per spiegare il motivo di quella mattanza. Non lettere, dunque, come in un primo tempo si pensava.

“Se la sono meritata”

Su uno dei due foglietti la terribile frase “Se la sono meritata” con tutta probabilità riferendosi ai vicini di casa e proprietari dell’immobile, che aveva appena ucciso. L’altro biglietto, sempre secondo una fondata ipotesi, si riferiva invece agli altri due morti ovvero la propria moglie e il figlio Wilson, ma il contenuto di questo secondo “pizzino” non è trapelato. Dettagli che servono a chiarire meglio il folle movente che ha armato la mano di Renzo Tarabella, assassino quasi per caso con ben quattro morti sulla coscienza. Al momento è piantonato in ospedale, dov’è ricoverato dopo essersi a sua volta sparato senza riuscire a uccidersi. L’indagine è in capo ai Carabinieri di Ivrea (maggiore Walter Guida) su mandato della Procura (pubblico ministero Lea Lamonaca) e sembra ormai abbastanza chiaro quanto accaduto.

Il movente ai raggi X

C’è solo da approfondire meglio il reale motivo per cui l’assassino se la sia presa a tal punto con i padroni di casa nonché vicini (al piano di sopra dello stabile) Osvaldo Dighera, 74 anni, e Liliana Heidempergher, 70. Forse ha iniziato a covare il suo odio da quando i due hanno smesso di aiutarlo con il figlio disabile Wilson: diventati nonni, avevano meno tempo libero e si occupavano della nipotina, facendo presente a Dighera che la loro disponibilità sarebbe venuta meno. In più, la famiglia al piano di sopra sembrava davvero un paradiso modello se confrontata con i tanti problemi che la vita ha riservato ai coniugi Dighera: un figlio disabile psichico e con difficoltà di movimento, una figlia che aveva troncato i rapporti con i genitori, un carattere non sempre facile, la chiusura verso il mondo esterno per rifugiarsi nei soli rapporti casalinghi. Ultimamente, Dighera aveva anche proibito ai Servizi sociali del Comune di occuparsi del figlio Wilson completando quel cerchio di isolamento che di sicuro ha avuto un ruolo in questa tragica vicenda.

La dinamica della strage

Resta da chiarire tecnicamente la dinamica della strage, sulla quale sta lavorando il Reparto di Investigazioni Scientifiche dell’Arma. Ci si chiede se Tarabella abbia ucciso prima i vicini di casa e in un secondo momento i suoi famigliari oppure l’inverso, prima moglie e figlio per poi recarsi di sopra a completare il folle progetto. Sia come sia, sembra comunque assodato che l’omicida è rimasto in casa per almeno cinque ore insieme ai cadaveri dei suoi due congiunti che colavano sangue sul pavimento. Una scena degna del peggior film splatter, che in questo caso però sembra proprio rappresentare la realtà. Fra le ipotesi al vaglio, quella che vede l’omicidio dei vicini prima di quello dei famigliari sembra la più probabile. A scatenare la follia potrebbe essere stata anche solo una frase o un’incomprensione: come spesso accade in questi casi la classica goccia che fa traboccare il vaso e che nella fattispecie ha causato quattro morti.

Stordito da quella ferocia

Una volta “sistemati” i poveri coniugi Dighera, il pensionato con la pistola (legalmente denunciata) sarebbe poi sceso in casa propria per aprire il fuoco su moglie e figlio. Poi è rimasto lì, forse stordito da tutta quella ferocia che aveva buttato fuori, forse indeciso sul da farsi; è rimasto lì a fissare i cadaveri per ore. Finché l’arrivo dei Carabinieri non l’ha spinto all’ultima fatidica decisione: rivolgere l’arma contro se stesso e togliersi la vita. Non è riuscito però nell’ultimo intento, quello di uccidersi. Ora è in ospedale e le sue condizioni sono stabili: quando e se si riprenderà potrà spiegare meglio i bigliettini, il suo esecrabile comportamento, il perché della strage di Rivarolo. Intanto, il sindaco di Rivarolo Alberto Rostagno ha dichiarato il lutto cittadino per l’intera giornata di domenica prossima. L’intera comunità rivarolese è rimasta sconvolta da quanto accaduto e la notizia di queste inspiegabili morti ha suscitato molto cordoglio. (nella foto, i Carabinieri portano via le salme)