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Follia assassina

Omicidio di Rivarolo: strage annunciata, le quattro vittime freddate con colpi di pistola alla testa

Il movente, all'inizio apparentemente inspiegabile, sembra essere racchiuso in un biglietto, scritto dal pensionato 83enne prima di spararsi.

Cronaca Canavese, 12 Aprile 2021 ore 10:53

Un brusco e doloro risveglio quello di domenica mattina non solo per l’intera cittadina di Rivarolo Canavese, ma anche per tutta la provincia di Torino.


Omicidio di Rivarolo: una strage annunciata

Renzo Tarabella, 83 anni, nella notte fra sabato e domenica ha ucciso la moglie Maria Grazia Valovatto, 79 anni, e il figlio Wilson di 51, che fino a qualche anno fa era seguito dai Servizi sociali, ma da tempo se ne occupava esclusivamente il padre. Poi ha sparato contro i vicini di casa, proprietari dell’alloggio  dove viveva al quinto pianto: Osvaldo Dighera 74 anni e la moglie di 70, Liliana Heidempergher.

I quattro sono stati uccisi con una pistola semiautomatica calibro 21, detenuta regolarmente. Un’arma della quale l’assassino non faceva mistero, anzi pare se ne vantasse in giro. Un comportamento per nulla rassicurante, legato a un carattere scontroso, tanto che nel quartiere sono in molti oggi a confessare di aspettarsi da tempo il possibile esito di quella che può aparire come una strage annunciata.

Vittime freddate con colpi di pistola alla testa

Un colpo alla testa per tutti. Il plurimo omicidio si sarebbe consumato sabato sera intorno alle 20. Poi l’uomo ha vegliato i cadaveri per ore fino a quando, intorno alle 3, i Vigili del fuoco e i Carabinieri hanno fatto irruzione nell’alloggio. A quel punto si è sparato, a sua volta.

Ma non è morto. L’autore della strage è invece piantonato all’ospedale San Giovanni Bosco del capoluogo piemontese in prognosi riservata. Nel corso della mattinata i medici lo hanno trasferito in sala operatoria per un delicato intervento chirurgico. Non sarebbe, comunque in pericolo di vita, in quanto la pallottola non avrebbe lesionato zone vitali.

La strage si poteva evitare?

Un fatto di sangue davvero sconvolgente che in questo periodo particolare del nostro quotidiano, già scosso dalla pandemia, lascia aperti tanti interrogativi e scuote nel profondo gli animi di tutti.

Sono in tanti, infatti, a cercare un perché alla strage, forse annunciata. I vicini raccontano di una convivenza difficile da parte dell’uomo con il figlio Wilson, 51 anni, affetto da disturbi psichici. La figlia Graziella, aveva troncato da un po’ i rapporti con il padre, mentre il genero lo descrive come un uomo autoritario e “ultimamente un po’ fuori di testa”.

Il movente, all’inizio apparentemente inspiegabile, sembra essere racchiuso in un biglietto, scritto dal pensionato 83enne prima di spararsi. Rancori nei confronti dei padroni di casa, residenti al piano di sopra, per presunti screzi dovuti alla gestione del figlio Wilson. I coniugi Tarabella, infatti, sembra avessero allontanato tutti e vivevano unicamente in funzione del loro figlio.

Lutto cittadino

Il sindaco Alberto Rostagno, riferisce che “il padre aveva deciso di non farlo più seguire dai servizi sociali”. E anche la madre si vedeva in giro sempre meno.

“Per la città è un fatto drammatico, prosegue il primo cittadino. Nessuno poteva aspettarselo. Una domenica tranquilla in cui i nostri concittadini immaginavano, con l’entrata domani in zona arancione, di tirare finalmente un sospiro di sollievo. Invece, purtroppo tutto è stato cancellato da questa brutta storia”.

L’Amministrazione di Rivarolo ha deciso di proclamare per domenica 18 aprile una giornata di lutto cittadino.

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