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Strage Rivarolo: l’omicida interrogato dagli inquirenti delinea scenari confusi e incongruenze

Il grande interrogativo degli avvocati di Francesca Dighera è "questa strage poteva essere evitata?".

Strage Rivarolo: l’omicida interrogato dagli inquirenti delinea scenari confusi e incongruenze
Cronaca Canavese, 23 Aprile 2021 ore 15:36

Strage Rivarolo: l’omicida Renzo Tarabella, interrogato dagli inquirenti, traccia racconti confusi e incongruenze ma, come riporta il Canavese, il grande interrogativo degli avvocati di Francesca Dighera è “questa strage poteva essere evitata?”.

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Gli avvocati di Francesca Dighera

Gli avvocati di Francesca Dighera, figlia di Osvaldo Dighera e Liliana Heidempergher, Sergio Bersano e Antonella D’Amato, ripongono totale fiducia negli inquirenti e sono certi che le indagini chiariranno i motivi dell’assassinio dei coniugi freddati sabato sera 10 aprile da Renzo Tarabella nell’appartamento di corso Italia. Motivi sui quali chiedono alle Istituzioni di rispondere all’inquietante interrogativo: questa strage poteva essere evitata?

Renzo Tarabella interrogato dagli inquirenti

Intanto è stato interrogato questa mattina nel reparto dell’ospedale Molinette di Torino dove si trova ancora ricoverato Renzo Tarabella. L’uomo per due ore ha risposto alle domande degli inquirenti confessando (come peraltro già emerso dall’autopsia) di aver ucciso la moglie e il figlio già il sabato mattina, ma è nelle ore successive che il suo racconto si fa più nebuloso e dal quale emergerebbero diverse incongruenze rispetto a quanto emerso finora dalle indagini. Tarabella, assistito dall’avvocato Flavia Pivano, ha deciso di collaborare, rispondere alle domande e non avvalersi della facoltà di non rispondere ma il suo racconto è ancora pieno di domande senza risposte.

Proseguono le indagini

Le indagini proseguono su tutti i fronti e Tarabella presto sarà interrogato di nuovo, nella speranza che altri interrogativi possano essere chiariti e si possano finalmente spiegare i momenti di “vuoto” nella ricostruzione rimasti ancora senza una spiegazione. Ma il grande interrogativo, come chiedono gli avvocati della famiglia Dighera, resta se questa strage potesse essere evitata e perchè Tarabella, a 83 anni, detenesse regolarmente una pistola.