Revenge porn

Solidarietà al femminile alla maestra d’asilo vittima di revenge porn

La vicenda riguarda la maestra del video hard pubblicato dal fidanzato su WhatsApp: le femministe non gradiscono l'adesione degli uomini.

Solidarietà al femminile alla maestra d’asilo vittima di revenge porn
Cronaca Torino, 23 Novembre 2020 ore 18:13

Una lettera aperta, sottoscritta da oltre 200 giornaliste e donne, in sostegno alla maestrina che aveva girato un video intimo poi diffuso dal suo ex. La notizia aveva fatto il giro del web: la donna, che aveva “regalato” un proprio filmato al fidanzato, si è vista mettere alla gogna perché lui ha condiviso quel contenuto privato con gli amici su WhatsApp. Adesso la solidarietà del mondo femminile.

Maestra d’asilo vittima di revenge porn ricattata e licenziata ingiustamente

Solo firme di donne

La protagonista della torbida vicenda aveva sì girato il video hard, ma per il proprio fidanzato e basta; lui invece ha reso pubblico quel contenuto privato mettendola in seria difficoltà. Tanto che la donna era stata licenziata ed aveva dovuto cambiare posto di lavoro. In pochi giorni l’iniziativa di solidarietà e denuncia sociale contro il cosiddetto “revenge porn” ha raccolto centinaia di adesioni ed è approdata al circuiti del mondo intellettuale torinese. Adesso la solidarietà, al femminile: “Carissimi, grazie per il sostegno ma stiamo raccogliendo solo firme di donne”.

Ecco il contenuto della lettera

Ecco il testo della lettera di solidarietà:

“Grazie perché non sei stata zitta, come tanti avrebbero voluto. Grazie perché non ti sei arresa e a chi ti ha detto che avresti dovuto provare vergogna hai risposto rendendo pubblica questa storia, in cui a vergognarsi dovrebbero essere tutte le altre persone coinvolte. Non tu. Perché nel sesso, libero e consensuale, non c’è vergogna. Vergogna dovrebbe invece provare chi, senza alcun consenso da parte tua, ha pensato di violare te e il tuo privato. Si chiama revenge porn, ed è un reato. Vergogna dovrebbe provare chi ti ha costretto a dimetterti, come se nel sesso ci fosse qualcosa di sporco, di immorale. Non è così. Immorale è ciò che hai dovuto sopportare”.

La solidarietà della sindaca Appendino

 

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