smantellate due organizzazioni

Organizzavano finti matrimoni tra coppie miste per fornire carte di soggiorno

Gli arresti sono avvenuti a Torino, Bergamo, Francoforte sul Meno, Catania e  Messina.

Organizzavano finti matrimoni tra coppie miste per fornire carte di soggiorno
Cronaca Torino, 09 Dicembre 2020 ore 18:51

I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 16 soggetti (5 dei quali in carcere e 11 agli arresti domiciliari), promotori e membri di due gruppi criminali, con base a Messina, dediti al favoreggiamento dell’ingresso/permanenza clandestina di cittadini extracomunitari irregolari sul territorio italiano. Gli arresti sono avvenuti a Torino, Bergamo, Francoforte sul Meno, Catania e Messina.

 

Matrimoni misti e strane incongruenze

Le indagini hanno permesso di far luce su un sistema illecito, finalizzato all’organizzazione di matrimoni fittizi tra cittadini italiani e stranieri (marocchini, algerini e tunisini), con lo scopo di conseguire la carta di soggiorno per motivi di famiglia, essenziale per l’ingresso e/o la permanenza in Italia. A dare il via alle investigazioni sarebbero stata alcune dichiarazioni rese da cittadini italiani a pubblici ufficiali con specifico riferimento allo status di celibe/nubile. Venivano pertanto avviati mirati approfondimenti che permettevano di rilevare, sin da subito, anomale ricorrenze rispetto a numerosi “matrimoni misti”: ad esempio la ripetitività di testimoni di nozze e/o interpreti stranieri, reiterate parentele tra testimoni e sposi, incongruenze talmente forti da far ipotizzare l’esistenza di una vera e propria associazione a delinquere tesa all’organizzazione illecita dei citati matrimoni.

I riscontri

Le ipotesi hanno un riscontro anche in altre attività di polizia giudiziaria, disposte dalla Procura della Repubblica di Messina. In particolare nelle attività di due organizzazioni criminali, da tempo attive a Messina e con ramificazioni in Marocco, facenti capo a due cittadini marocchini: E.A.A. detto Samir classe 1984 e C.A. detto Abramo classe 1969.  Erano proprio loro a organizzare i viaggi in Marocco degli sposi fittizi, assistendoli nelle pratiche burocratiche, antecedenti e successive, al fittizio matrimonio: dal rito nuziale al divorzio.

La rete di “wedding planner”

Ma i due “wedding planne” potevano contare su una strutturata organizzazione, articolata su più livelli. Un primo livello era costituito da fidati collaboratori, tutti marocchini, incaricati di reclutare i falsi sposi e false spose (queste ultime chiamate “pecore” per sviare eventuali intercettazioni) e di curare l’adempimento delle procedure burocratiche relative alla preparazione del matrimonio e alle successive fasi necessarie per l’ottenimento della documentazione a favore dei cittadini extracomunitari.
Al secondo livello c’erano gli affezionati testimoni di nozze e interpreti, al terzo, infine,  una fitta rete di soggetti italiani, principalmente donne in condizioni disagiate coinvolte per essere destinate a false nozze e successivamente usate per altri affari illeciti.

Nulla veniva lasciato al caso

Ogni dettaglio era studiato con precisione. In primis c’era l’appartamento da adibire ad “abitazione coniugale”, in modo che entrambi i coniugi vi portassero la rispettiva residenza anagrafica. C’era poi la celebrazione del matrimonio per il quale in alcuni casi si era arrivati al punto di simulare anche una festicciola e c’era l’acquisto delle fedi nuziali, reperite al costo di 1 € nei negozi cinesi (acquisto gestito direttamente dall’organizzazione). L’extracomunitario a questo punto richiedeva il permesso di soggiorno al competente Ufficio della Questura di Messina. L’Ufficio Immigrazione della Questura di Messina, quindi, al fine di vagliare la richiesta, di norma, chiamava la coppia per rivolgere alcune domande in merito al loro rapporto, alla loro conoscenza e quant’altro utile a verificare la veridicità dell’unione coniugale. Anche su tale aspetto, forti del consolidato know how acquisito, gli organizzatori intervenivano direttamente, giungendo ad indottrinare i coniugi sulle risposte da fornire.

Tariffari precisi

Il tutto aveva uno specifico costo standardizzato, secondo un tariffario prestabilito: € 10.000,00 circa corrisposti dallo straniero all’organizzazione, in contanti o attraverso i servizi di Money Transfer, materialmente eseguiti da soggetti apparentemente non coinvolti nella vicenda ma contigui ai membri del sodalizio criminale; € 2.000,00/3.000,00 allo sposo/a fittizio; somme inferiori per intermediari, testimoni di nozze ed interprete, il tutto per un giro d’affari documentato nel corso delle indagini pari ad oltre € 160.000,00.

 

 

Leggi anche:

I social si mobilitano per trovare il proprietario di una fede smarrita in strada

Accusata dal marito di aver nascosto la droga, chiama la polizia e lo fa arrestare

Condividi
Top news
Glocal news
Video più visti
Foto più viste
Curiosità