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Commissariato Dora Vanchiglia

Metodi spicci e illeciti: sospesi quattro poliziotti

In attesa del prosieguo dell'indagine, il Tribunale di Torino (gip Gelsomina Palmieri) ha disposto l'allontanamento dal servizio dei quattro agenti.

Metodi spicci e illeciti: sospesi quattro poliziotti
Cronaca Torino, 04 Dicembre 2020 ore 11:58

Quattro poliziotti sospesi: usavano metodi vietati e illeciti per combattere il crimine. Quasi sicuramente, ma l'ipotesi è ancora al vaglio della Magistratura, non per trarne vantaggi personali. Ora sono nei guai, e grossi anche: dovranno rispondere di pesanti accuse fra cui peculato, concussione, abuso d'ufficio e falso ideologico.

Esagerati nella condotta operativa

In buona sostanza si contesta a questi quattro poliziotti sospesi una condotta operativa esagerata, nonché la violazione degli articoli 314, 317, 319 e 479 del Codice Penale. Ma la fattispecie più grave, qualora fosse confermata, è quella all'articolo 605, ovvero il sequestro di persona (avrebbero trattenuto in Commissariato un sospetto senza i presupposti per farlo). Nella mattinata di oggi 4 dicembre 2020 è stata data esecuzione alle misure cautelari emesse dal Tribunale di Torino su richiesta della Procura della Repubblica (Pubblico Ministero Gianfranco Colace). L'indagine è stata delegata alla Squadra Mobile, come sempre accade in caso di elementi infedeli: ciascuno fa pulizia nel proprio orto (carabinieri con i carabinieri, poliziotti con i poliziotti e così via).

Tutto nasce dal pusher marocchino

La vicenda è stata originata da una denuncia presentata da uno straniero di origini marocchine, con piccoli precedenti penali, indagato per spaccio di sostanze stupefacenti. Le indagini, svolte costantemente in totale sinergia tra la Procura della Repubblica e la Squadra Mobile della Questura di Torino, sono state intese a fare piena luce sugli episodi sospetti investigati. Ne è uscita una gestione dell’attività info-investigativa al di fuori delle regole procedurali, da parte di quattro appartenenti alla Polizia di Stato in servizio presso il Commissariato “Dora Vanchiglia”. In particolare sotto la lente degli inquirenti anche l'uso (senza previa autorizzazione) del cosiddetto "agente provocatore" ovvero un infiltrato usato per comprare droga e incastrare gli spacciatori.

Arrestato pure il "denunciante"

In base alle risultanze dell’indagine, il Giudice delle Indagini Preliminari dottoressa Gelsomina Palmieri ha disposto la misura cautelare interdittiva della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio, per periodi compresi tra 6 e 10 mesi, contestando agli operatori di Polizia di cui sopra e di cui all’articolo 73 del Decreto del Presidente della Repubblica 309 del 1990 (quest’ultimo in relazione ad una specifica operazione di Polizia condotta con metodi non conformi). L’articolo 73 del Dpr 309 del 1990 è la pietra angolare dei reati in materia di stupefacenti. Lo straniero "denunciante" è stato a sua volta colpito dalla misura cautelare coercitiva della custodia in carcere, per la violazione della legislazione in materia di sostanze stupefacenti e per corruzione.

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