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1° maggio 2019

Scontri con Polizia e Pd per prendere la testa del corteo No Tav: blitz contro il centro sociale Askatasuna

Arrestato il leader di "Askatasuna" dopo 22 mesi di indagini, altri trenta denunciati.

Cronaca Torino, 22 Marzo 2021 ore 09:45

La Polizia ha arrestato uno dei leader del centro sociale “Askatasuna”. Stretta della Questura contro l’attivismo anarchico e di estrema sinistra, particolarmente presente a Torino. Sono anche stati emessi vari provvedimenti di divieto (di minore entità) nei confronti di altri 12 esponenti della stessa congrega per disordini avvenuti il 1* maggio 2019. Altri trenta militanti sono stati denunciati a piede libero.

1 anno e 10 mesi di indagine

Ci hanno messo un po’ gli inquirenti (un anno e dieci mesi!) ma alla fine hanno tirato le fila dell’indagine trovando il coraggio di far intervenire le forze dell’ordine per eseguire le misure cautelari nella cosiddetta “galassia anarchica”. Gli agenti nelle ultime ore hanno eseguito ben 13 misure cautelari (un arresto, tre divieti di dimora a Torino e nei Comuni della val Susa e nove obblighi di presentazione in caserma) nei riguardi di leader e militanti di “Askatasuna” responsabili dei reati di resistenza a pubblico ufficiale e violenza privata aggravati, commessi in occasione del famoso corteo del 1° maggio 2019.

Nei guai soprattutto Mattia M., 37 anni, riconosciuto come istigatore e organizzatore delle violenze avvenute in manifestazione. Non potranno più tornare in Val di Susa né a Torino città invece invece C.E. (21 anni), O.R. (40 anni) e M.D. (29 anni). Obbligo di firma in caserma (di solito presso i Carabinieri più vicini alla residenza) per B.M. (29 anni), G.S. (40 anni), L.D. (31), M.E. (29), M.S. (22), M.D. (28), M.N. (26) e R.U. (31).

Dana era la “voce ufficiale”

Identica misura cautelare (firma in caserma) è stata disposta anche a carico della storica portavoce del Centro sociale “okkupato” Dana Lauriola (40 anni). Questo provvedimento sembra davvero inutile, poiché Dana è in galera al momento: che significato ha obbligarla alla firma in caserma? E’ già… “costretta in caserma” per così dire. Misteri della giustizia applicata. Sia come sia, a lei è stato riconosciuto il ruolo-guida di speaker durante gli scontri violenti. Avrebbe, col microfono, fomentato e incitato i facinorosi del corteo. I fatti risalgono alla manifestazione dei lavoratori del 2019.

La frangia più violenta dell’estrema sinistra militante aveva più volte tentato di sfondare i cordoni delle forze dell’ordine sotto i portici di via Po, riuscendo ad oltrepassare, ad inizio manifestazione, il furgone del partito Liberi e Uguali. In seguito avevano scavalcato anche i manifestanti del Partito Democratico, aggredendo sia alcuni esponenti dei dem che i componenti del servizio d’ordine del partito, uno dei quali è stato violentemente colpito con calci e pugni da alcuni militanti. Oggi è arrivato il conto per quelle violenze. Ma non è escluso che se ne possano scatenare altre come… “attestato di solidarietà” nei confronti del leader di “Askatasuna” arrestato dalla Polizia.

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