Ancora violenza in Valsusa

Incursione No Tav a Chiomonte: scontri, feriti e jeep in fiamme

Tagliate le reti del cantiere e incendiato un mezzo dell'Esercito; chiusa anche l'autostrada. Presenti frange della sinistra extraparlamentare.

Incursione No Tav a Chiomonte: scontri, feriti e jeep in fiamme
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Un'altra incursione dei No Tav a Chiomonte in Valsusa fa registrare scontri, feriti e perfino una jeep dell'Esercito incendiata all'interno del cantiere.

Il raid "militare" riuscito

Dal punto di vista puramente "militare" si può dire che l'azione tipo raid dei militanti ha avuto successo: non è certo facile bucare le maglie dei controlli di Polizia e Carabinieri riuscendo a dare alle fiamme un mezzo in dotazione alle Forze Armate. Nel corso dei tafferugli, questa volta particolarmente violenti, sono rimasti feriti due "celerini" e contusi alcuni manifestanti. Un'altra giornata di passione in Valsusa, quindi, con questa incursione No Tav tra scontri, sassaiole e feriti per opporsi ad un'opera pubblica mastodontica che deturpa la montagna e fa molto discutere. Tutto era nato come una semplice camminata pacifica (spesso è così, si comincia da non-violenti ma poi qualcuno perde sempre la testa) con il patrocinio del Comune di Venaus: l'iniziativa si chiamava "Alta Felicità". Il corteo ha visto la partecipazione di oltre 1.200 persone.

Fra i presenti, oltre ai convinti attivisti No Tav e ai pacifici ambientalisti, anche le frange più estreme della Sinistra (Potere al Popolo) ed esponenti della galassia extraparlamentare (forse no-global).

Il sentiero Gallo Romano

Questa eterogenea masnada, partendo da Giaglione e percorrendo il sentiero Gallo Romano, è arrivata nei pressi del cancello di sbarramento situato sulla strada delle Gallie dove circa 300 attivisti, travisati, hanno tagliato in diversi punti la rete utilizzando robuste cesoie. Nello stesso momento altri individui, servendosi dei sentieri più alti, hanno raggiunto la recinzione dove hanno sferrato un violento attacco, senza precedenti, nei confronti delle Forze dell’Ordine e dei militari ivi presenti a tutela del cantiere. Nel corso del raid (di sicuro ben preparato), i facinorosi travisati hanno lanciato pietre, fumogeni e bombe carta causando il ferimento di due poliziotti ed il danneggiamento di ben cinque automezzi. La Questura di Torino sostiene che gli assaltatori sono stati respinti con l’utilizzo "calibrato" di lacrimogeni. Bisogna solo capire se i candelotti sono stati lanciati "calibrando" le parabole oppure, com'era già accaduto in passato, sparandoli ad altezza-volto.

Chiusa anche l'autostrada

Sia come sia, non c'è dubbio che la paternità dell'azione sia da attribuire ai No Tav mentre Polizia e Carabinieri si sono ritrovati improvvisamente sotto attacco ed hanno reagito dopo. Gli scontri, iniziati intorno alle 16 e terminati intorno alle 19.30 circa, hanno interessato anche le zone adiacenti l’autostrada che, per motivi di sicurezza, è stata chiusa al traffico dalle 18 alle 19. Così i manifestanti sulla loro pagina Facebook:

"Un gruppo di No Tav , scendendo dai boschi, è riuscito ad entrare all’interno del cantiere nei pressi dell’area di Chiomonte tagliando le reti e mettendo fuori uso una jeep Lince dell’Esercito. Tante azioni che dimostrano che nulla può un esercito mercenario e spaesato contro la determinazione e la conoscenza del territorio di chi è radicato in questa valle. Non basteranno 10.000 agenti per fermare i No Tav".

Questo dunque lo stato dei fatti relativamente all'incursione dei No Tav a Chiomonte in Valsusa. Gli ultimi disordini si erano verificati il 22 luglio e il 28 giugno scorsi.

(nella foto di copertina, il blindato "Lince" dell'Esercito dato alle fiamme dagli attivisti No Tav)

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