No al rimedio anti-Covid?

Il 70% del personale Rsa rifiuta il vaccino, ecco perché

Intervista a Michele Assandri coordinatore delle Residenze per anziani piemontesi per un totale di 6.000 posti letto.

Il 70% del personale Rsa rifiuta il vaccino, ecco perché
Cronaca Torino, 29 Dicembre 2020 ore 12:09

Il 70% del personale sanitario nelle Rsa rifiuta il vaccino. Una percentuale altissima: più di due su tre fra medici, infermieri e assistenti non si fidano del vaccino anti Covid. Il coordinatore dei gestori piemontesi delle Rsa ci spiega perché.

Troppa tecnologia, poche certezze

O meglio, gli addetti ai lavori delle Rsa non si fidano di “questo” vaccino, quello super-tecnologico di Pfizer prima e Moderna poi. Più morbida la posizione nei confronti degli altri vaccini “tradizionali”, quelli di Johnson e Sanofi ad esempio, che però arriveranno solo tra qualche mese. A far drizzare le orecchie al personale sanitario, forse, soprattutto il metodo di azione del vaccino che sfrutta l’Rna messaggero  per renderci… “impermeabili” al virus. Gli altri vaccini tradizionali, invece, sarebbero più largamente accettati proprio perché usano una metodologia più conosciuta e sperimentata. Certo che se il 70% dei lavoratori ospedalieri (anche se qui si parla solo di Rsa) davvero rifiuta di vaccinarsi… cosa penserà la popolazione diciamo così “normale”? C’è il rischio di un rifiuto di massa? Speriamo di no.

Anaste (6.000 posti letto) e i no-vax

Questa posizione è resa ufficiale dall’uscita di Michele Assandri, che coordina i gestori piemontesi delle Rsa per un totale di circa 6.000 posti letto. Un punto di osservazione privilegiato, quindi, da tenere ben presente:

Michele Assandri

“Noi non siamo no-vax, sia chiaro. Diciamo però le cose come stanno, a differenza di altri che preferiscono assoggettarsi per non urtare le multinazionali farmaceutiche e la politica. Il 70% dei lavoratori che ho testato è contrario ai vaccini. Se posso dire, ce l’aspettavamo. Purtroppo sì, perché il bugiardino medico è stato reso disponibile solo il 23 dicembre 2020. Come puoi dire sì a una medicina di cui non sai nulla? Se chiedi a qualcuno di farsi vaccinare devi almeno fornire informazioni precise. Così non è stato: troppo pochi i giorni a disposizione per informarsi correttamente. Non tutti ci sono riusciti e il rifiuto è la conseguenza più comprensibile”.

Poca fiducia in chi ci governa…

C’è di più. Oltre alla naturale diffidenza verso nuovi medicinali (soprattutto se mai usati prima e iper-tecnologici come i vaccini mRna) c’è la sfiducia in chi ci governa. Sempre Assandri:

“Non c’è fiducia nel Governo Conte e nella gestione sanitaria della Regione Piemonte. Le persone si sono sentite ripetere fin da agosto che era importante la vaccinazione anti-influenzale, quella classica. Era un ritornello, un mantra, ripetuto da tutti gli esperti in ogni tiggì. Ebbene, che succede poi? Che le vaccinazioni anti-influenzali arrivano solo dopo il 15 novembre: troppo tardi per essere efficaci. Un assurdo. Queste cose minano nel profondo la fiducia della gente comune che pensa: ci dicono una cosa e ne fanno un’altra. Per di più, tutti i luminari dicono che ci sono poche certezze sulla malattia del Covid ma allo stesso tempo pretendono di far accettare il vaccino che cura quella malattia. Anche questo crea indecisione”.

Si spiegherebbe così il motivo per il personale sanitario delle Rsa rifiuta il vaccino.

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