Torino

Estorsione con metodo mafioso: in manette il "re dello streefood" che a Torino aveva portato i mercatini di Natale

Avrebbe picchiato e minacciato un suo ex collaboratore che aveva chiesto di essere pagato per il lavoro che aveva svolto per lui

Estorsione con metodo mafioso: in manette il "re dello streefood" che a Torino aveva portato i mercatini di Natale
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Nelle prime ore di questa mattina, 10 giugno 2024, a Torino otto persone sono state arrestate dai poliziotti del Servizio centrale operativo e della locale Sezione investigativa per sequestro di persona, estorsione, violenza privata, detenzione e porto di armi, tutti reati aggravati dal metodo mafioso.

In carcere un noto imprenditore

Le indagini hanno permesso agli investigatori di scoprire le attività criminali di un noto imprenditore, specializzato dell’organizzazione di grandi eventi enogastronomici e proprietario di numerose attività commerciali che, con la protezione di esponenti di vertice della ‘Ndrangheta torinese, esercitava nei confronti dei suoi collaboratori, di creditori e debitori, intimidazioni che culminavano spesso in minacce o addirittura atti violenti.

Lui, Francesco Ferrara, 48enne originario di Rosta, si auto-definiva "re dello street-food", il suo nome si lega ad iniziative particolarmente conosciute in città come ad esempio Cioccolatò e i mercatini di Natale, ma anche all'arrivo della nota catena di patatine fritte olandesi "Amsterdam Chips".

L'agguato all'ex collaboratore

Uno degli episodi più eclatanti commesso ai danni di un suo ex collaboratore che aveva richiesto, attraverso un'azione penale, il pagamento di circa 20mila euro di provvigioni per il lavoro svolto per lui. Per costringerlo a ritirare la denuncia è stato organizzato un vero e proprio agguato durante il quale la vittima è stata picchiata, minacciata con una corda al collo e privata della libertà personale.

In manette anche Giacomo Lo Surdo

Tra gli arresti di questa mattina c’è anche Giacomo Lo Surdo, accusato di estorsione con l’aggravante mafiosa. Ex leader del gruppo del tifo organizzato juventino Arditi, era finito in manette nella maxioperazione Minotauro che portò in carcere 156 tra affiliati, gregari e concorrenti esterni delle cosche.

 

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