Istituito sportello uomini violenti

Ancora una donna accoltellata dall’ex: la Città Metropolitana corre ai ripari VIDEO

Soltanto negli ultimi giorni si è assistito a un'escalation drammatica nel Torinese, con due casi di omicidio-suicidio.

Torino, 29 Settembre 2020 ore 13:12

La cronaca degli ultimi giorni nel Torinese è inequivocabile: c’è un grave problema ancora radicato legato alla percezione delle donne. Ex mogli, ex fidanzate: donne che hanno deciso di chiudere una relazione e pagano con stalking, aggressioni, tormenti, violenze e purtroppo anche con la vita (come dimostra il dramma di Venaria) la loro volontà di affrancarsi da un compagno. L’ultimo caso a Torino, soltanto in ordine di tempo, è quello di una giovane donna accoltellata dall’ex fidanzato. 

Accoltellata dall’ex

I carabinieri del Nucleo Radiomobile, la notte scorsa, hanno arrestato per minacce e lesioni un italiano di 39 anni, residente a Torino, per aver aggredito la sua ex fidanzata. La donna, un’italiana di 37 anni, è andata a casa del suo ex, dove fino a poco tempo fa conviveva, per concordare con lui il pagamento del canone di locazione dell’abitazione. L’uomo ha reagito male alle richieste della donna e l’ha picchiata e colpita alla spalla con un coltello. Dopo averla aggredita, l’uomo l’ha accompagnata al Pronto Soccorso dell’Ospedale Maria Vittoria, dove i sanitari hanno ritenuto opportuno chiamare il 112 per segnalare la presenza della donna con diverse ecchimosi, lesioni varie sul corpo e una ferita lacero-contusa all’omero sinistro. All’arrivo dei carabinieri, l’uomo è uscito dall’ospedale per non farsi trovare mentre la vittima ha raccontato, quanto le era accaduto. L’aggressore è stato rintracciato e arrestato poco distante dall’ospedale. La perquisizione della casa, effettuata in collaborazione con la SIS (Sezione Investigazioni Scientifiche), ha permesso di trovare il coltello usato per l’aggressione.

Un fiorire di casi recenti

Ma chi si occupa di cronaca sa bene che questa è ormai una notizia fotocopia, che si ripete identica nel contenuto e variabile soltanto nella forma, giorno dopo giorno. Un’esagerazione giornalistica? Allarmismo? Tutt’altro. Atteniamoci ai fatti circoscritti esclusivamente al Torinese (senza illudersi che il fenomeno sia esclusivamente prerogativa del nostro territorio) e vediamo cosa ci raccontano. Ricordando sempre che questi solo esclusivamente gli episodi denunciati…Sabato 26 settembre, a Venaria, Antonino La Targia fa fuoco contro Maria Masi e poi si uccide: la donna si stava separando da lui. Aveva accettatto di incontrarlo nonostante diverse minacce per provare a risolvere la questione civilmente, anche per il bene dei figli che la coppia aveva in comune. L’hanno trovata crivellata di colpi ormai priva di vita nella sua auto. Lui, morto suicida nel suo appartamento, non accettava la separazione: la condanna a morte di Maria annunciata fra le righe su Facebook. Tragedia analoga nel Canavese pochi giorni prima: dove un padre ha posto fine dapprima alla vita del figlio con un colpo di pistola e poi anche alla propria. In un messaggio affidato ai social spiega il suo stato depressivo e lo collega anche alla separazione dalla moglie: gli inquirenti non escludono possa trattarsi di una vendetta contro la donna per la fine del matrimonio.

Stalking, abusi, violenze

E se questi due casi, ultimi soltanto in ordine di tempo – perché scavando nel passato recente ne emergono molti altri, come quello di Cristina, giustiziata sul balcone di casa a Volvera nel mese di giugno, da un ex che non si rassegnava alla fine della relazione – hanno portato il problema alla ribalta, toccando l’opinione pubblica, per via del loro tragico epilogo, ce ne sono una miriade che si consumano ogni giorno e rischiano di passare in sordina. Perché magari la lama del coltello non tocca un punto vitale e la vittima si salva, oppure grazie all’intervento di conoscenti e forze dell’ordine, che sventano epiloghi tragici, come è successo a quella donna che è stata salvata dalla prontezza di un poliziotto che ha capito che dietro alla sua richiesta di una pizza si nascondeva un’emergenza grave.

Soltanto ieri abbiamo dato notizia di una donna distrutta dallo stalking dell’ex che, davanti agli agenti, credendo di non essere visto, ancora l’ha minacciata mimando il gesto di tagliarle la gola. E ancora meno di 24 ore fa abbiamo raccontato di un altro uomo – a Borgo Filadelfia – che tormentava la propria ex con botte e minacce per tornare insieme. Non riuscendo ad arrivare allo scopo ha dunque deciso di rapirle l’amato cagnolino: anche in questo caso provvidenziale è stato l’intervento delle forze dell’ordine.

E ancora, il 25 settembre in piazza Rivoli, un 20enne ha scagliato una bottiglia di vetro addosso all’ex fidanzatina, che stava bevendo un drink con degli amici. “Se non torni con me mi uccido“, le diceva ormai da un anno, al punto che la giovane era ormai terrorizzata alla sola idea di uscire di casa dopo che lui, in un altro episodio, l’aveva presa a calci con le scarpe antinfortunistiche. 

Ci fermiamo qui ma soltanto per questioni di spazio. L’elenco è lunghissimo, solamente di casi riferiti al Torinese. Poi c’è il resto del Paese.

La Città Metropolitana istituisce uno Sportello per uomini violenti

Il vicesindaco della Città metropolitana di Torino Marco Marocco, che ha le deleghe alle politiche sociali, richiama – a fronte di questa grave escalation – i numerosi strumenti messi in campo a contrasto della violenza familiare. Inoltre, con il lavoro del Tavolo Metropolitano per Progetti a Tutela delle Vittime di Violenza tramite Programmi di cambiamento dei maltrattanti, la Città Metropolitana di Torino si propone di far emergere il fenomeno della violenza sulle donne attraverso l’attivazione della rete pubblica (Forze dell’Ordine, Rete Ospedaliera-Pronto Soccorsi, ASL, Servizi Socio-Assistenziali, Comuni, Città di Torino, Consigliera di Parità) e privata (Associazioni, Società Civile).

“Se non torniamo insieme, mi uccido” ma intanto la segue e le scaglia una bottiglia di vetro addosso

Spaventava l’ex coinvolgendo anche finti avvocati

 

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