Calcio & coronavirus

Cr7 viola il protocollo anti-Covid: cosa rischia

Il campionissimo juventino sotto accusa per il viaggio in Portogallo

Cr7 viola il protocollo anti-Covid: cosa rischia
Torino, 16 Ottobre 2020 ore 10:30

Violazione del protocollo anti-Covid: formalmente… “accusato” Cristiano Ronaldo. Cr7 ha lasciato l’Italia andando e tornando dal Portogallo per impegni con la Nazionale. Ronaldo ha violato il protocollo anti-Covid. Parola del ministro dello sport Vincenzo Spadafora, non certo uno qualunque.

La clamorosa dichiarazione, che potrebbe portare a conseguenze anche per altri casi simili, è stata rilasciata nel corso di un’intervista al decano dei giornalisti Gianni Minoli.

La Juve è innocente

Ma com’è possibile che un campione di tale levatura, con tutti i controlli (anche societari) cui vengono sottoposti i calciatori, abbia potuto violare il protocollo di legge previsto dal recente Dpcm governativo? Qui le opinioni si dividono: c’è chi afferma che l’eventuale violazione sia dovuta al solo viaggio di rientro in Italia. C’è chi invece sostiene che anche il viaggio di andata sia stato per così dire… “illecito”. In ogni caso la società Juventus Fc non avrebbe responsabilità. Queste le parole del ministro Spadafora:

“A quel che ci risulta, in merito all’andata, è stata la stessa società a segnalare alla Asl che alcuni giocatori avevano rotto l’isolamento fiduciario senza autorizzazione. Tanto che il direttore del dipartimento di prevenzione della Asl di Torino ha dichiarato di aver dovuto trasmettere in Procura i nomi”.

3.000 euro di multa

Nessuna implicazione penale, però, all’orizzonte. La legge prevede infatti che per la fattispecie di chi viola l’isolamento fiduciario non ci sia altro che una semplice multa. Salata, certo, anzi molto salata: 3.000 euro. Ma l’importo sembra davvero una bazzecola per uno come Cristiano Ronaldo che non avrà certo problemi a saldare il suo conto. Sulla questione è intervenuto anche il presidente della Juve Andrea Agnelli, chiamandosi fuori da ogni reponsabilità. Il concetto espresso dal patròn bianconero è semplice: ci sono regola da rispettare e noi le rispettiamo. Ma se un nostro calciatore, ha continuato Agnelli in un parallelo con il Codice della Strada, viola i limiti di velocità non possiamo farci niente. Ecco la sua dichiarazione:

“Io applico il protocollo federale. Se poi uno viene preso a 150 chilometri all’ora dall’autovelox, io non so spiegare perché l’autovelox era lì e perché funzionava. Bisogna chiederlo alle autorità competenti”.

Conclusione all’acqua di rose

All’acqua di rose la conclusione del ministro Spadafora:

“Mi auguro che vengano rispettati i protocolli. Se così fosse mi auguro anche che tutti i campionati, di ogni ordine e grado, possano continuare a svolgersi nel migliore dei modi nell’interesse dei calciatori e di tutte le persone che lavorano in questo mondo, ma anche degli appassionati”.

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