#corriTorino

Elezioni Torino 2021, l’appello dell’imprenditore Gian Carlo Buffo: “La città deve uscire dalla sua fase di stallo”

"Il capoluogo e la Città Metropolitana devono candidarsi a diventare una cosa sola, un progetto pilota che metta a frutto tutto il potenziale dell’economia dell’area diffusa."

Elezioni Torino 2021, l’appello dell’imprenditore Gian Carlo Buffo: “La città deve uscire dalla sua fase di stallo”
Politica Torino, 27 Ottobre 2020 ore 17:59

Chi si occuperà di Torino nei prossimi anni dovrà per forza ragionare anche nei termini della sua area vasta, solo così potrà dialogare e competere con le grandi città europee e migliorare l’economia e la qualità della vita ne è convinto l’imprenditore torinese Gian Carlo Buffo.

Chi è Gian Carlo Buffo

Classe 1965, Buffo è l’amministratore delegato di un’azienda metalmeccanica specializzata nel precision-forging ed è convinto sostenitore della collaborazione e “contaminazione” positiva tra pubblico e privato. Sul futuro ha le idee perfettamente chiare così come sul tema Recovery Fund che prevede un aiuto al Piemonte che si attesta tra gli 8 e i 10 miliardi di euro, da sommare ai 3 della programmazione europea e dichiara:

Non si può sempre attendere l’aiuto dall’alto le città devono essere artefici del loro futuro, generando risorse ad esempio dalle utilities e facendo leva sull’intera area territoriale circostante: la forza di ripartire passa dalla collaborazione fra privato e pubblico ma soprattutto Torino e la Città Metropolitana devono candidarsi a diventare una cosa sola, un progetto pilota che metta a frutto tutto il potenziale dell’economia dell’area diffusa. E in questo contesto l’ente pubblico deve fare la sua parte, da protagonista. La Città Metropolitana di Torino è la più grande d’Italia come numeri, forte dei suoi 312 Comuni e degli oltre 2 milioni di abitanti, e da qui può ripartire il motore portante del Nord-Ovest.

La manifatturiera fiore all’occhiello da non dimenticare

L’appello di Buffo riguarda in primis la manifattura, ancora un fiore all’occhiello riconosciuto all’estero su questo punto precisa

La fusione Fca e Psa è un segno dei tempi, simbolo della collaborazione fra due paesi vicini che dialogano, creano sinergie positive e proprio all’estero l’area torinese è vista con molto interesse grazie a un know how molto richiesto, alla specializzazione in molti settori ma anche ai nostri prodotti, apprezzati e venduti

Ma poi ci sono altre opportunità concrete individuate da Buffo, grazie al suo osservatorio di imprenditore, che già nel 2007 fu capace di riunire e far dialogare 21 Comuni del Canavese Occidentale e 150 aziende metalmeccaniche, facendo una scoperta interessante. “Si trattava principalmente di piccole e medie imprese con un fatturato aggregato di 1,5 miliardi di euro, circa 8000 occupati su un totale di 42000 abitanti – spiega Buffo – ad un primo sguardo dati incoraggianti, nonostante la crisi alle porte, ma resi impietosi dal confronto con la pubblica amministrazione: i bilanci dei Comuni aderenti valevano 100 milioni di euro”. Tra gli obiettivi raggiunti e le iniziative messe in atto da quell’esperienza, già figlia della consapevolezza dei numerosi paletti imposti dall’alto (Regioni, Governo, Europa…), spiccano gli accordi con centri di formazione del territorio per l’attivazione di stage, sportello giustizia per la mediazione civile e commerciale, partecipazione ai Programmi Territoriali Integrati (PTI) per favorire interventi di sviluppo strategico del territorio, attività di accesso al credito per le Pmi e molto altro ancora. L’area del Canavese Occidentale dalla forte vocazione manifatturiera è solo un esempio di tante zone alle porte di Torino, all’altezza di un confronto ad armi pari con realtà estere virtuose, ma solo facendo rete e squadra.

Torino: da città inquinata a modello virtuoso

Torino si è recentemente riconfermata città più inquinata d’Italia anche nel 2019 con 147 giorni di sforamento dei limiti di Pm10 secondo Legambiente, ma sono tante le strategie (già in uso in altri paesi) che potrebbero essere utilizzate per trasformare la città in un modello virtuoso, ad esempio: lo sfruttamento delle risorse rinnovabili e l’economia circolare sono esempi di strategie che molti paesi avanzati da tempo utilizzano con ottimi riscontri, dall’energia prodotta dai corsi d’acqua e l’energia solare, fino al downsizing.

Dove Torino può fare la differenza: food e cultura

Oltre all’automotive, per l’imprenditore Gian Carlo Buffo, bisognerebbe rilanciare il settore del “food”, con le sue punte di diamante: il Salone del Gusto e Cioccolatò, ma ci sarebbero anche possibilità nuove per valorizzare un patrimonio collettivo come quello dei prodotti tipici. Notizia di questi giorni ad esempio è il manifesto delle Denominazioni Comunali (De.Co) strumento che consente ai Sindaci di dare valore alla forte identità territoriale e storica di specifici prodotti, piatti-ricette o tradizioni del proprio Comune”.
Altre opportunità presenti e future passeranno dalla mai abbastanza valorizzata cultura, dallo sviluppo del turismo e del marketing territoriale, dall’utilizzo delle utilities delle comunità minori come risorse, dal ciclo integrato dei rifiuti fino ai corsi d’acqua e le zone industriali per produrre energia pulita, dalle infrastrutture o dalle nuove frontiere della tecnologia come la nomina di Torino quale capitale mondiale dell’Intelligenza Artificiale.

Il sistema Torino

Per l’imprenditore siamo in una fase di stallo, bisogna uscirne e farlo in fretta:

La vocazione allo sviluppo deve nascere dal basso e richiede il contributo di tutti il sistema Torino può diventare un modello, ma prima ancora serve una mentalità aperta a questa spinta creando ricchezza a partire dal patrimonio e dalle potenzialità dell’area metropolitana, sarà un modo concreto per diffondere la cultura della glocalizzazione e un’occasione per trovare insieme una strada per uscire dallo stallo in cui si trovano le nostre economie, bisogna farlo in fretta: corri Torino, anzi per dirla con una hashtag #corriTorino.

 

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