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Polemica politico-sanitaria

Cirio si pavoneggia per la scelta di sospendere il vaccino AstraZeneca: “Noi lungimiranti”

Una decisione dapprima osteggiata e criticata, soprattutto dai detrattori e dai commentatori di centrosinistra, poi imitata.

Cirio si pavoneggia per la scelta di sospendere il vaccino AstraZeneca: “Noi lungimiranti”
Politica Torino, 16 Marzo 2021 ore 10:54

Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio riscuote l’ammirazione di osservatori e addetti ai lavori, e si pavoneggia un po’ per aver capito subito la necessità di sospendere il vaccino AstraZeneca. Prima di tutti, prima del Governo centrale italiano, prima degli Stati più importanti d’Europa, c’era arrivato il Piemonte. E questa è una nota di merito innegabile. Anche perché inizialmente (c’è stata molta confusione istituzionale) la scelta del Piemonte veniva stigmatizzata dai soliti commentatori politicizzati: “ecco il Piemonte sovranista”, “la Regione decide da sola ma è vietato”, “ritirare subito l’ordinanza del Piemonte” e così via nel solito bla-bla da salotto radical chic. Invece, e adesso gongola, aveva ragione lui: la scelta di Cirio è stata azzeccata.

“Noi lungimiranti”

Così Cirio in una nota ufficiale diramata questa mattina:

“La decisione dell’Aifa di sospendere la somministrazione del vaccino AstraZeneca a livello nazionale dimostra la lungimiranza del Piemonte, che già ieri ha saputo agire con la massima cautela per la sicurezza dei propri cittadini. È la prova che nella nostra Regione la campagna vaccinale è monitorata costantemente giorno per giorno h24, pronti a intervenire immediatamente dove se ne ravvisi la necessità. Ora ci auguriamo che Ema chiarisca in fretta ogni dubbio, perché la campagna vaccinale deve poter ripartire in sicurezza e con fiducia”.

Nelle scorse ore i Carabinieri del Nas (Nucleo Anti Sofisticazioni) avevano già iniziato a sequestrare in tutta Italia il lotto che ieri era già stato sospeso in Piemonte a scopo precauzionale.

In Piemonte si va comunque avanti con le somministrazioni agli Over 80 usando i vaccini Pfizer e Moderna, gli stessi con cui saranno vaccinati circa 6.000 disabili nelle strutture residenziali piemontesi. Intanto oggi con il supporto dei medici di famiglia è partita la raccolta delle preadesioni anche per i soggetti estremamente vulnerabili e i disabili gravi per i quali sono previsti sempre i vaccini Pfizer e Moderna. Per quanto riguarda invece AstraZeneca, che è stato usato finora per le forze dell’ordine e il personale scolastico, per 48 ore la somministrazione è sospesa in attesa del pronunciamento dell’Ema.

Il Gruppo di supporto

Alla luce della decisione assunta dall’Aifa e dell’ampliamento della campagna vaccinale, che a breve coinvolgerà numeri sempre più importanti della popolazione, la Regione Piemonte ha anche deciso di costituire all’interno della sua Unità di crisi un Gruppo sanitario di supporto alla somministrazione vaccini. L’idea è quella di assistere le Asl, i medici e i punti vaccinali del territorio e fornire tutte le informazioni necessarie ad affrontare eventuali momenti critici (com’è accaduto in provincia di Biella). Sarà costituito dalla responsabile piemontese di farmacovigilanza Laura Poggi, dai responsabili dell’Emergenza Covid della Regione Piemonte Gianfranco Zulian e Bartolomeo Griglio, e dal commissario dell’Area giuridico amministrativa dell’Unità di crisi Antonio Rinaudo. Inizialmente criticato e messo alla berlina, il presidente Cirio dunque ora (un po’ a ragione) si pavoneggia per aver capito subito la necessità di sospendere il vaccino AstraZeneca. Una decisione prima osteggiata e poi imitata da tutti.

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