Presa di distanze

Cirio come Moro in un volantino, l’ironia del centro sociale: “Allora colpa nostra anche per gli Ufo in Canavese…”

La procura indaga su altri due precedenti: i manifesti "Mafia del Tav" e i proiettili al pm del caso Dana Lauriola..

Cirio come Moro in un volantino, l’ironia del centro sociale: “Allora colpa nostra anche per gli Ufo in Canavese…”
Torino, 02 Ottobre 2020 ore 09:16

Lineare. Del resto un muro è un muro e chiunque può appiccicarci qualcosa, non necessariamente il suo proproietario, anzi… Sulla questione dei volantini con la faccia del governatore Alberto Cirio sovrapposta alla famosa foto di Aldo Moro rapito dalle Br, gli attivisti del centro sociale Askatasuna in corso Regina Margherita a Torino hanno preso le distanze.

E lo hanno fatto con tagliente ironia:

“Se tutto quello che viene appiccicato sui muri di Aska e dintorni ci appartenesse, dovremmo rivendicare gli annunci istituzionali del Comune di Torino, miracolose diete dimagranti e dossier sugli Ufo nel Canavese”.

Volantino Cirio-Moro, l’ironia del centro sociale

Insomma, gli autonomi ribadiscono d’aver sempre firmato i loro volantini, d’averci sempre messo la faccia in prima persona in ogni iniziativa:

“Non ci siamo mai nascosti, nel bene e nel male”.

Ma l’ipotesi è che la mano che ha creato il fotomontaggio (con sotto la battuta “I cosplayer che ci piacciono”) e affisso i volantini attorno al centro sociale provenga dalla stessa galassia antagonista, magari qualche attivista disallineato, che ha voluto fare da sè.

Precedenti: la “Mafia del Tav” e i proiettili al pm

La procura comunque indaga, perché prima del volantino Cirio-Moro c’erano già stati nei giorni scorsi altri due episodi inquetanti.

Nella mattinata di mercoledì 30 settembre 2020, erano stati ritrovati dei manifesti davanti al Palagiustizia di Torino con la scritta:

“La Mafia del Tav siede in Prefettura, Questura e Tribunale. Smascheriamo i membri della Cupola”.

Sul volantino le foto del questore Giuseppe De Matteis, del prefetto Claudio Palomba, del procuratore generale Francesco Saluzzo, del sostituto procuratore Nicoletta Quaglino, del pm Manuela Perrotta, del presidente del tribunale Marco Viglino. Il messaggio si concludeva con la richiesta della scarcerazione degli attivisti No Tav ed era a firma del “Nuovo Partito Comunista”.

Martedì 29 settembre 2020, era stata invece recapitata al tribunale di sorveglianza di Torino una busta con due proiettili calibro 9×21 destinata al giudice Elena Bonu, presa di mira probabilmente per essersi rifiutata di scarcerare la portavoce del movimento No Tav, Dana Lauriola.

Da ultimi, i volantini contro Cirio, affissi sempre mercoledì 30 settembre e la presa di distanze di Askatasuna, di ieri giovedì 1 ottobre.

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