POLEMICA

Case popolari, prima i piemontesi? Si scatenano i social

Il provvedimento è stato tacciato di discriminazione. Anzi, addirittura di razzismo.

Case popolari, prima i piemontesi? Si scatenano i social
Politica Torino, 12 Gennaio 2021 ore 13:33

Prima i piemontesi nell’assegnazione di case popolari? La notizia ha fatto molto discutere soprattutto sui social. Ecco alcune delle opinioni e degli scambi di vedute (alcune anche molto… salaci per la verità) che ne sono scaturite.

Subito l’accusa di discriminazione

Com’era ovvio, e nonostante non fosse questa logicamente l’intenzione, il provvedimento regionale per l’assegnazione delle case popolari è stato tacciato di discriminazione. Anzi, addirittura di razzismo. Ormai una parola di cui ci si riempie spesso la bocca anche senza motivo. “Razzistissimo” il timbro che Lino S. ha postato a commento della notizia. Subito però l’internauta è stato rintuzzato da più parti: “Prima gli italiani – ha postato Igor B. – Le case popolari sono state fatte coi soldi delle tasse pagate dai nostri nonni e padri. Quando l’ultimo Italiano sarà a posto sistemeremo gli altri“. Ma l’ondata di mondialismo militante non si è data per vinta: “Vi sposate in chiesa, fate i funerali religiosi e siete cattolici, vero? La madonna e padre pio, vero? Poi, gratta, gratta, siete esseri diabolici! e battezzate pure i bambini! vergognatevi!”.

Ma il fronte “pro-italiani” è unito

Unito però il fronte pro-italiani:

Ho fatto domanda alle case popolari per una vita – testimonia Giuseppe B. – c’è sempre stato qualcuno prima di me pur essendo piemontese. E non capisco le paternali spocchiose. Gli altri hanno sempre la precedenza? Ma risparmiate le paternali che sanno tanto di baciapile“. Ancora, Elisabetta N.: “Non mi sembra ci sia discriminazione. Anche gli stranieri che hanno residenza in Piemonte da tanti anni ne avranno diritto. Non è che c’è scritto che bisogna essere piemontesi da generazioni, bisogna solo essere residenti qua da 15, 20 o 25 anni per avere un punteggio più alto. Anche nei Comuni chiedono di essere residente lì da almeno 5 anni a prescindere dalla etnìa“. Fa eco Davide A.: “Non credo ci sia neanche da chiederlo, è più che giusto“. Infine Nadia M. si rammarica: “Macché piemontesi, i veri Piemontesi non esistono quasi più“.

Insomma, un argomento che ha scaldato i cuori e sollevato un dibattito: giusto o sbagliato privilegiare i piemontesi nell’assegnazione di case popolari? Ciascuno ha la propria opinione ma sicuramente il provvedimento della Regione Piemonte farà ancora discutere.

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