Polemica durissima

Case popolari prima ai piemontesi: il Pd non vuole

L'esponente del centrosinistra Diego Sarno e l'assessore Chiara Caucino ai ferri corti, fra accuse di razzismo e incompetenza.

Case popolari prima ai piemontesi: il Pd non vuole
Politica Torino, 09 Febbraio 2021 ore 11:32

Case popolari prima ai piemontesi: il Pd e il centrosinistra scatenano una bufera. Oggetto: l’assegnazione delle case popolari secondo precisi dettami stabiliti per graduatoria. In particolare, la Giunta regionale guidata da Alberto Cirio aveva varato nelle scorse settimane una nuova legge subito tacciata di razzismo. L’idea del centrodestra in realtà era quella di privilegiare i cittadini residenti in Piemonte da più anni rispetto a chi, magari, è arrivato l’altroieri e non ha un lavoro né la possibilità di pagare i seppur esigui cànoni. Insomma, la solita diatriba fra chi parla di razzismo per ogni pié sospinto e chi invece mette prima gli italiani rispetto agli altri? Non proprio. Anche perché la polemica politica ha, in questo caso, anche risvolti etici e giuridici non da poco. In particolare l’esponente del Pd Diego Sarno ha un ruolo di prim’ordine nel contestare il provvedimento pro-Piemontesi di Cirio&Co.

Il Pd: “Pericolosità al governo”

Così Sarno:

“Avevamo già sottolineato l’incostituzionalità di questo disegno di legge. Oggi abbiamo un’ulteriore conferma: questo disegno di legge confligge con la normativa nazionale in tema di edilizia popolare: la maggioranza del Presidente Cirio a trazione leghista dimostra, una volta in più, l’impreparazione e l’incompetenza a governare. La Lega si dimostra pericolosa (…) e per questo a Torino il candidato leghista Damilano non deve vincere. Perché non si può avere pericolosità al governo di una città storica, democratica e antifascista come Torino”.

C’è chi si è chiesto cosa c’entri l’antifascismo con le case popolari, ma la polemica è andata ben oltre. L’assessore competente Chiara Caucino, infatti, ha rovesciato una risposta al vetriolo sul suo detrattore del Pd. E c’è da scommettere che la delicata vicenda dei criteri di assegnazione delle Case popolari non finirà di far discutere. Anche perché, all’uscita della notizia sull’approvazione della legge, si era già scatenata una bufera sui social. Non solo il Pd sulle case popolari prima ai piemontesi, dunque, ma anche alcuni internauti si erano scambiati critiche e accuse reciproche.

La stoccata della Caucino

Secondo sinistra e centrosinistra, dunque, il provvedimento sull’assegnazione delle case popolari definito “Prima i Piemontesi” sarebbe una proposta incostituzionale che arriva dalla maggioranza del Presidente Cirio a trazione leghista e che non lascia spazio ai dubbi: “Sono impreparati e incompetenti a governare” dicono i dem.

Così la Caucino:

“Il consigliere Sarno parli di meno e studi di più – la stoccata dell’assessore regionale nonché esponente biellese della Lega -. Sarno è stato tradito dalla scarsa conoscenza dei meccanismi legislativi statali e regionali. E così quello che avrebbe voluto essere un attacco alla nostra nuova legge sulla casa si è rivelato un boomerang. (…) La legge nazionale prevede che per poter accedere all’edilizia popolare gli stranieri extra-Ue in Italia debbano avere, esattamente come dice il Piemonte, almeno due anni di permesso di soggiorno e un contratto di lavoro autonomo o subordinato. (…) Uno scivolone che può essere mitigato dall’inesperienza e che dovrebbe suggerire maggiore prudenza e magari una telefonata per evitare di diffondere fake news o verificare la fondatezza delle sue strumentali accuse”.

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