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I dati di Arpa e Città Metropolitana

L’aria che si respira in Piemonte è pessima: male Pm10 e biossido di azoto, meglio l’Ozono

Il report annuale non lascia ben sperare: nonostante il lungo lockdown e le auto ferme nei box, nel 2020 lo smog è rimasto ancora su livelli altissimi.

L’aria che si respira in Piemonte è pessima: male Pm10 e biossido di azoto, meglio l’Ozono
Meteo Torino, 26 Febbraio 2021 ore 13:04

Che (pessima) aria si respira in Piemonte per colpa del Pm10? Non tanto salubre, par di capire, anzi. L’anteprima del rapporto “Uno sguardo all’aria 2020”, fornisce un quadro preciso con dati e commenti sulla qualità dell’aria nell’intero territorio metropolitano realizzato da Città metropolitana di Torino e Arpa Piemonte.

Breve analisi dei contenuti

Proviamo ad effettuare una breve analisi sui contenuti del rapporto. I dati rilevati nel corso del 2020 offrono spunti di riflessione interessanti per gli effetti positivi dovuti alla riduzione delle emissioni dovute al traffico e al settore industria durante i periodi di lockdown. Ma una meteorologia particolarmente sfavorevole alla dispersione degli inquinanti ha lasciato comunque troppi inquinanti a portata di naso.

Sono tre gli agenti incriminati per i quali non sono rispettati i valori limite: il Pm10, il biossido di azoto (No2) e l’ozono (O3). Un bel cocktail che, ben miscelato, causa a lungo andare malattie polmonari e sindromi respiratorie. D’altronde si sa che la Pianura Padana, a causa della conformazione geografica e della fortissima industrializzazione, è da sempre una “conca mefitica” per lo smog (e per chi ci abita). Le condizioni meteo-climatiche del 2020 hanno inciso in modo negativo sui valori di particolato e la riduzione delle attività umane, dovuta alle misure di contenimento del Covid, non è stata sufficiente a compensare gli effetti del meteo su questo inquinante.

Vanno bene biossido e metalli

Netti miglioramenti sono stati osservati per il biossido di azoto: la diminuzione del traffico veicolare, che rappresenta la fonte prioritaria di questo inquinante, ha portato riduzioni significative rispetto agli anni 2018 e 2019. L’ozono conferma la sua criticità nei mesi estivi su tutto il territorio metropolitano con qualche leggero miglioramento nell’ultimo anno. Monossido di carbonio (Co), biossido di zolfo (So2), benzene e metalli (piombo e nichel) hanno invece rispettato nel 2020, come negli anni precedenti, i valori limite. Ci sono quindi anche buone notizie: in particolare è rilevante il fatto che nel 2020 si sia quasi riusciti a rispettare il valore limite per il biossido di azoto (un elemento fra i più pericolosi perché irritante per le mucose e precursore dell’ozono nei processi fotochimici).

La questione dell’inquinamento a Torino e hinterland era balzata agli onori della cronaca pochi giorni fa perché il Tribunale ha inserito nel registro degli indagati alcuni fra i politici più di spicco degli ultimi anni. In particolare l’attuale sindaca Chiara Appendino, il governatore regionale Alberto Cirio, ma anche i famosi esponenti del Pd Piero Fassino e Sergio Chiamparino. L’accusa nei loro confronti è di non aver fatto abbastanza per debellare l’inquinamento con provvedimenti istituzionali contro lo smog. In ogni caso, stando alle ultime, l’aria in Piemonte sarebbe pessima soprattutto per colpa del Pm10. Per approfondimenti sui dati e le rilevazioni clicca qui.

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