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"Cub" Scuola e Trasporti

Vietato scioperare l’8 marzo: l’ira dei sindacalisti contro il Governo

I rappresentanti dei lavoratori ironizzano sulla Commissione per il diritto allo sciopero e contestano gli accordi firmati da Cgil-Cisl-Uil.

Vietato scioperare l’8 marzo: l’ira dei sindacalisti contro il Governo
Economia Torino, 01 Marzo 2021 ore 15:14

Vietato scioperare l’8 marzo, insorgono i sindacalisti dei lavoratori del comparto scuola che avevano indetto un’astensione dal lavoro per protestare contro la precarizzazione della figura femminile. Quale occasione migliore della festa tradizionalmente dedicata alle donne per far presente le contraddizioni della nostra società produttiva odierna? Invece no, non si può: la Commissione di Garanzia (un organismo statale) si è pronunciata contro lo sciopero dell’8 marzo.

Durissima la reazione del sindacato Cub, da sempre sulle barricate contro le prevaricazioni e per il diritto dei lavoratori.

L’ironia del sindacato

La Cub (Confederazione Unitaria di Base) attacca senza mezzi termini e invita alla disobbedienza civile. Ecco parte del comunicato:

“La Commissione di Garanzia per l’attuazione del diritto di sciopero non si smentisce: dovrebbe chiamarsi, cambiando nome, Commissione contro il diritto di sciopero. Oggi ne abbiamo avuto un’ulteriore prova. Avevamo proclamato uno sciopero generale su richiesta e in appoggio alle rivendicazioni del movimento delle donne che in questi anni ha riportato nuovamente nelle piazze e nelle strade del nostro paese la rabbia e la determinazioni di milioni di donne vessate dal padronato e dal patriarcato. Questi scioperi hanno dato fastidio. Dopo lo stop per la pandemia, quest’anno è la Commissione (e quindi il Governo per interposta persona) a mettersi di traverso”.

Troppi scioperi in pochi giorni

E’ stato infatti vietato l’agitazione dell’8 marzo nel comparto scuola e in una parte consistente delle azienda di trasporto del paese con la motivazione che, nei giorni precedenti, erano stati indetti scioperi aziendali e categoriali.

Ma i sindacalisti non ci stanno ed anzi rincarano la dose:

“E’ evidente a tutte e a tutti che il pretesto addotto della mancanza della rarefazione, ossia dell’intervallo imposto tra uno sciopero e l’altro, è assolutamente strumentale. Esistono infatti differenze evidenti tra agitazioni di comparto o di azienda per questioni economiche e uno sciopero generale dai chiarissimi obiettivi ideali. I vincoli non valgono per gli scioperi in difesa delle libertà costituzionalmente tutelate”.

Ma ci sono anche rivalità sindacali interne ai movimenti di lotta ad aggiungere sale nella minestra. Infatti quelli della Cub se la prendono anche con la “triplice” ufficiale ovvero Cgil-Cisl-Uil.

Rompere le compatibilità di Stato

Questo episodio rende chiara la necessità della cosiddetta “rottura delle compatibilità di Stato” imposte da una legge contrattata tra Stato, padronato e Cgil-Cisl-Uil. L’obiettivo di questo sistema, secondo i sindacalisti militanti, sarebbe impedire che le agitazioni delle lavoratrici e dei lavoratori abbiano un impatto significativo nella vita sociale ed economica del paese. La conclusione è un invito a disobbedire: “Dobbiamo rompere questa gabbia e riprenderci le nostre libertà“. Resta il fatto che, almeno per il momento, l’8 marzo non ci sarà lo sciopero previsto nel settore Scuola e Trasporti pubblici.

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