Menu
Cerca
Blocco stradale

Licenziamenti ex-Embraco, esplode la rabbia dei lavoratori: il Governo sotto accusa

I colleghi del progetto Italcomp a Mel (Belluno) hanno rotto gli indugi dando vita a una protesta di piazza. L'affondo dei sindacalisti.

Licenziamenti ex-Embraco, esplode la rabbia dei lavoratori: il Governo sotto accusa
Economia Torino, 05 Maggio 2021 ore 12:04

Vicenda dei licenziamenti ex-Embraco: alla Wanbao-Acc (la “gemella” in provincia di Belluno che doveva dar vita al polo Italcomp) è esplosa la rabbia dei lavoratori. Nei giorni scorsi è apparso chiaro che nel Dl Sostegni non sarebbe stato inserito l’emendamento per salvare la fabbrica.

Salta il passaggio fondamentale

Salta così il passaggio fondamentale per permettere la nascita di Italcomp e dare futuro ai 400 lavoratori della ex-Embraco che, proprio in questa settimana, si sono visti recapitare le lettere di licenziamento (il 22 luglio scadrà la cassa integrazione). Senza questo emendamento è molto difficile che si arrivi alla nascita del polo di produzione per compressori, un progetto già scritto e studiato nei minimi particolari, con tutte le commesse già disponibili ma bloccato per intervento della Ue che cavillava su interventi statali non consentiti.

Fiom Fim e Uilm parlano senza mezzi termini di dietrofront del Governo e chiedono per l’ennesima volta un incontro urgente. Per i dipendenti della ex-Embraco, con un piede fuori dall’azienda e la lettera di benservito già recapitata, e per i colleghi di Mel (Belluno) che questa mattina protestano è una vera doccia fredda.

Giù la saracinesca anche in Veneto

A giugno, di questo passo e con le banche che hanno chiuso i rubinetti, anche la fabbrica veneta abbasserà la saracinesca. Così il rappresentante della Fiom-Cgil Stefano Bona:

“Basta false promesse. Abbiamo bisogno di risposte, qui la fabbrica chiude (…) dopo tutti i sacrifici inenarrabili che voi operai avete fatto per tenerla aperta. Fanno una pista per il bob a Cortina spendendo 40 milioni di euro e non ne hanno 10 da investire in un’azienda che darebbe lavoro e reddito alle persone. Ma ci rendiamo conto di cosa stiamo parlando? Siamo noi i bugiardi o sono loro incapaci di risolvere le crisi industriali?”.

Esplode dunque la rabbia dei lavoratori per i licenziamenti ex-Embraco e Wanbao-Acc.

I due ministri chiamati in causa

I sindacalisti della Cgil chiamano in causa il ministro Giancarlo Giorgetti (Lega) accusandolo di essersi sfilato sulla delicata questione. Le istituzioni piemontesi di centrodestra, invece, accusano il ministro Andrea Orlando (Pd) di non essersi abbastanza interessato alla vicenda. Giorgetti è titolare del Mise (dicastero per lo Sviluppo economico) mentre Orlando ha la delega al Lavoro. Fatta la tara per le varie “sponde politiche” sembra di poter dire che entrambi i Ministeri non siano riusciti a trovare la quadra su quello che si sta rivelando come un vero e proprio dramma occupazionale. In mezzo, più di 400 lavoratori aspettano di sapere cosa ne sarà del loro futuro…

LEGGI ANCHE: Donazzan, “Dati Acc primo quadrimestre positivi, non si può pensare che si possa chiudere”