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Regione e sindacati insieme

Ex-Embraco: lettera al ministro del lavoro Andrea Orlando (Pd)

L'assessore Chiorino e i rappresentanti sindacali invocano una più urgente attenzione sui rischi per i lavoratori.

Ex-Embraco: lettera al ministro del lavoro Andrea Orlando (Pd)
Economia Torino, 26 Aprile 2021 ore 15:16

Lettera al ministro Orlando sulla situazione ex-Embraco. La Regione Piemonte prende decisamente le parti dei lavoratori e sollecita il ministro Andrea Orlando (Pd) per una soluzione definitiva.

Ecco la lunga lettera

Così recita la missiva:

“Illustrissimo signor ministro le scriviamo in relazione alla situazione della ditta Ventrust ex-Embraco a seguito dei numerosi incontri svoltisi negli ultimi giorni di cui siamo sicuri avrà avuto notizie e informazioni dettagliate. Le difficoltà emerse nel percorso di reindustrializzazione per l’auspicata creazione della società Italcomp che si spera risolva i problemi dei lavoratori di Acc e dell’ex-Embraco sono tali da mettere in situazione di emergenza i lavoratori di entrambe le aziende e in particolar modo quelli dell’ex-Embraco. Il tempo per l’attuazione del Piano industriale è per questi ultimi collegato alla Cgis per cessazione che terminerà il 22 luglio 2021. Negli incontri citati è emersa la difficoltà per la curatela, che non dispone di nessuna copertura finanziaria nelle procedura in fattispecie, ad attivare alcuna forma di ammortizzatori sociali per dare continuità al sostegno economico dei lavoratori nell’attesa che si definisca il progetto Italcomp”.

Curatela senza portafoglio

Da rimarcare il dettaglio messo in evidenza: il curatore fallimentare non ha risorse, è quindi “senza portafoglio” per dirla con il linguaggio della politica, cosicché non può garantire alcun aiuto concretto ai lavoratori in difficoltà. Così continua la lettera:

“In particolare la curatela non può procedere alla proroga della Cgis per cessazione poiché la stessa non è stata prevista per l’anno in corso così come l’esenzione di cui all’articolo 43-bis del decreto legge 109 del 2018 e non ritiene di poter accedere alla Cassa Covid sia per la motivazione, avendo attivato la Cgis per cessazione nell’anno 2020, sia per i costi che ne derivano e che come si diceva non possono essere sostenuti. Ciò peraltro contrasta con quanto asserito nel corso dell’incontro al Mise svoltosi in data 23 aprile us dalla Direzione generale del Ministero del Lavoro per quanto inerisce all’utilizzazione della Cassa Covid. Come ben comprenderà questa situazione getta nello sconforto i lavoratori che, per la seconda volta, vedono subire uno stop ale loro legittime aspirazioni di reinserirsi nel mondo del lavoro dopo che le Istituzioni hanno affermato che questa soluzione era ed è percorribile”.

Rischio situazioni ingestibili

Fra le righe si adombra poi anche il rischio di trovarsi di fronte situazioni ingestibili:

“Occorre valutare e fare il punto della situazione per evitare di ritrovarsi in situazioni gravi e ingestibili. Per questo siamo a chiederle di verificare urgentemente ogni possibile utilizzo di ammortizzatori sociali applicabili alla fattispecie di cui trattasi al fine di dare copertura dal 23 luglio a questi lavoratori e poter avviare il progetto Italcomp affinché possa realizzarsi compiutamente”.

Seguono le firme dei delegati sindacali di Fiom-Cgil, Fim-Cisl, UIl-Uilm e Ugl-Uglm oltre a quella dell’assessore regionale Elena Chiorino. Questa dunque la lettera inviata al ministro Orlando (Pd) sulla vertenza ex-Embraco.