Turismo "insolito"

Torino misteriosa… sempre di più: un nuovo libro ci porta in tour

La città si conferma in ogni caso un'icona per gli amanti del paranormale, dei segreti storici e delle leggende urbane.

Torino misteriosa… sempre di più: un nuovo libro ci porta in tour
Cultura Torino, 11 Novembre 2020 ore 16:00

Lo scrittore Gian Luca Marino ha prodotto un nuovo libro, fresco di stampa, che entrerà a giorni in libreria e on-line dal titolo “Passeggiate nel Mistero a Torino” (edizioni Effedì).

Un nuovo libro e una passione antica

L’autore vercellese ha un rapporto stretto e profondo con Torino:

“In questa città ogni luogo, ogni angolo, celebre o meno, ha qualcosa di speciale da raccontare. Occorre solo captarne l’energia per sentire, passeggiando come io stesso ho fatto, misteri del passato e del presente che si rivelano lungo tragitti dove reale e irreale si fondono in una apparente normalità”.

Marino è quindi andato alla scoperta di misteri, miti, leggende, fantasmi raccogliendo testimonianze e storie inedite che a Torino non mancano mai.

Magia bianca, magia nera

Senza “spoilerare” i contenuti dell’ultimo dei volumi sul tema, la Torino misteriosa si conferma in ogni caso un’icona per gli amanti del paranormale, dei segreti storici e delle leggende urbane.

Secondo gli esperti Torino sarebbe, infatti, uno dei vertici dei due triangoli della magia nera (insieme a Londra e San Francisco) e della magia bianca (insieme a Lione e Praga). Meta immancabile degli amanti del genere, Torino ha nei suoi luoghi simbolo quasi sempre un lato a: quello che si legge sui libri di architettura o che racconta la guida turistica alle scolaresche e un lato b: quello che interessa gli appassionati di magia.

La Gran Madre e il Sacro Graal

La statua che rappresenta La Fede

Un esempio lampante è sicuramente la chiesa della Gran Madre: che a prima sorprende per la sua forma che riprende quella del Pantheon di Roma e sembra antichissima. Ma in realtà è stata costruita tra il 1827 e il 1831 su impulso del Consiglio comunale cittadino per festeggiare il ritorno del sovrano Vittorio Emanuele I. Alcuni sostengono che la chiesa sia stata costruita  sullo stesso terreno dove, molti secoli prima, si celebrava il culto della dea Iside chiamata anche Gran Madre. Secondo un’altra versione nello stesso luogo sorgeva un antico luogo di sepoltura. Sono molti i cultori dell’esoterismo che hanno voluto ricondurre alla Gran Madre e alle sue statue significati misteriosi. In particolare si dice che la statua che rappresenta La Fede nasconda un messaggio segreto: indicherebbe il luogo dove si nasconde il Santo Graal che per alcuni potrebbe essere addirittura sepolto sotto la statua, mentre per altri esperti per capirlo bisognerebbe seguire la direzione dello sguardo della statua (peccato che sia stata scolpita senza le pupille e quindi determinare esattamente un punto risulta impossibile).

Torino sotterranea

Molti non sanno che sotto la città ci sono chilometri di cunicoli e gallerie, secondo gli esoterici in un punto della città precisamente sotto Piazza Castello si troverebbero anche tre grotte Alchemiche, accessibili da sei punti diversi, tre tra i quali non conducono a niente per disorientare i più curiosi. Secondo la leggenda le grotte sono luoghi di massima concentrazione di energia dove i pensieri dell’inconscio possono essere materializzati, si narra anche che il principe Umberto sia riuscito a penetrare nella prima e sia morto pochi giorni dopo aver proprio materializzato le sue paure.

Piazza Statuto

La Fontana del Frejus

Il Cuore Nero della città è però piazza Statuto, per secoli qui c’era il Patibolo, fin quando in seguito i francesi decisero di spostarlo tra Corso Regina Margherita e via Cigna. La piazza è il punto preciso dove Torino si congiunge con San Francisco e Londra formando il triangolo di magia nera. Il punto esatto è un obelisco sulla cui sommità svetta un astrolabio che indica il passaggio del 45° Parallelo. La piazza è però sovrastata dalla Fontana del Frejus, ufficialmente ideata per ricordare l’inaugurazione del traforo. Ma cosa dice la leggenda? Le statue sono impegnate nell’arrampicarsi per raggiungere la cima, dove c’è un angelo che tiene in una mano una penna, simbolo della conoscenza,  con l’altra mano però l’angelo sembra voler fermare l’ascesa degli uomini, impedendo di raggiungere lui e la sua sapienza. L’angelo porta sul capo una stella a cinque punte che per molti è un terzo occhio e sarebbe Lucifero, mentre ai piedi del monumento ci sarebbe la porta dell’inferno.

Il Portone del Diavolo

Il portone del Diavolo

Avendo citato la porta dell’inferno, non si può non nominare il portone di Palazzo Trucchi di Levaldigi, meglio conosciuto come il Portone del Diavolo. Questo palazzo ospita oggi la sede della Banca Nazionale del Lavoro ed è anche conosciuto come Palazzo del Diavolo. La versione ufficiale racconta che il portone fu scolpito nel 1675 da una manifattura di Parigi su richiesta di Giovanni Battista Trucchi di Levaldigi, conte e generale delle Finanze di Carlo Emanuele II. La porta è intagliata e adorna di fiori, frutta, animali ed amorini. Ma la cosa più interessante è il batacchio centrale: il diavolo in persona scruta i visitatori che bussano alla porta. La versione magica però dice tutt’altro: sembra che il portone sia comparso dal nulla una notte. Si narra che, quella notte, un apprendista stregone avesse invocato Satana e questo sentendosi disturbare decise di punire lo stregone imprigionandolo dietro il portone che  non riuscì mai più ad aprire. Se è questa la versione alla quale si preferisce credere vale sicuramente la pena passare il lockdown a leggere il nuovo libro di Gian Luca Marino e preparare un tour della città per quando sarà di nuovo possibile uscire di casa.

Silvia Venezia

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