Voglia di normalità

Il day after in via Roma: un cantiere a cielo aperto e la voglia di non fermarsi

Oggi le serrande sono alzate e davanti a ogni negozio si lavora per permettere l'accesso in totale sicurezza.

Il day after in via Roma: un cantiere a cielo aperto e la voglia di non fermarsi
Cronaca Torino, 27 Ottobre 2020 ore 16:16

Oggi a Torino sembra che il temporale di ieri notte abbia lavato via tutta la rabbia che ha scatenato una guerriglia urbana senza senso e senza limiti al peggio.

La via dello shopping non si ferma

Eppure il sole caldo, quasi estivo di questa mattina, illumina senza pietà tutte le ferite causate da quell’odio cieco. In via Roma, non è stato risparmiato nessuno. Ogni negozio ha la vetrina frantumata e ha un piccolo team di operai a lavoro per mettere in sicurezza ciò che rimane o per sostituire completamente il vetro.
Ma ciò che veramente stupisce e perché no, inorgoglisce anche, è l’apparente “normalità” che si respira: non solo i negozi di una delle vie più chic della città sono aperti, ma anche il via vai dei torinesi tra un cantiere e l’altro non sembra essere troppo ostacolato quando è possibile usufruire delle porte secondarie o quando il danno è “limitato”.
Si continua quindi a fare shopping, ma soprattutto a fotografare i negozi martoriati, e benché ci si sforzi con vero atteggiamento sabaudo di tirare avanti senza lamentarsi troppo, lo spettacolo è comunque desolante e i volti dei commercianti sono sempre più tirati e nascondono una preoccupazione crescente e una rassegnazione per questa ennesima prova che si trovano ad affrontare e per una sorta di tradimento vissuto sulla propria pelle almeno da chi ieri sera era in piazza.

 

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Negozianti traditi

Sì, perché lo ricordiamo, la manifestazione che si è svolta in Piazza Castello era stata presentata come una “gemella” di quella di Piazza Vittorio. Non era chiaro chi ci fosse dietro, ma si trattava comunque di esprimere un dissenso verso delle limitazioni al settore giudicate eccessive, ecco perché in mezzo alla piazza prima che la situazione degenerasse c’erano per l’appunto negozianti, curiosi, persone di una certa età e bambini.
Ma l’aria è diventata quasi subito pesante, troppo pesante. Nessuno striscione, troppe bottiglie di birra e parole urlate contro la polizia, ma quasi senza crederci, quasi come se la manifestazione fosse contro la polizia. Presto molti hanno iniziato a capire di essere in mezzo alla gente sbagliata, nella piazza sbagliata, e che stava capitando qualcosa di anomalo.
Nessuno però poteva immaginarsi una cosa del genere, nessuno poteva pensare di risvegliarsi con il sole sì, ma in una città completamente fatta a pezzi da chi nella notte urlava “Libertà” e “Fateci lavorare”, qualcuno che ha preso in giro le stesse persone che oggi, nonostante tutto, stanno dietro al bancone a servirci e a sorriderci come se nulla fosse.

 

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