Il restroscena

Proteste Dpcm Torino: ultras granata e bianconeri, destra e autonomi tutti insieme appassionatamente… contro la Polizia

Intanto il Presidente della Regione Cirio: "Vicini ai negozianti, pugno duro con gli antagonisti"

Cronaca Torino, 27 Ottobre 2020 ore 15:13

Ultras di Juve e Torino uniti, neofascisti con i centri sociali di sinistra, antagonisti e semplici facinorosi. La protesta contro il Dpcm del Governo Conte ha unito le anime più diverse del fronte violento. Soprattutto le manifestazioni di Torino e di Milano hanno dimostrato che i cortei erano a volte un pretesto per sfogare la propria rabbia.

Fronte pacifico e frange violente

L’afflusso dei manifestanti per le proteste Dpcm è iniziato alle 19, circa 2.500 i partecipanti. L’iniziativa ha da subito mostrato un duplice volto: da un lato commercianti, ristoratori e piccoli imprenditori che hanno espresso pacificamente il loro dissenso. Dall’altro un folto gruppo di persone, parzialmente travisati, con atteggiamenti aggressivi e provocatori. Ben presto la componente violenta ha preso il sopravvento, iniziando a lanciare sassi, petardi, bottiglie vuote in direzione delle Forze dell’Ordine schierate a presidio di Piazza Castello. Molti facinorosi sono stati identificati dalla Digos: si tratta di ultrà di Juve e del Torino, poi delinquenti comuni, molti con precedenti. Tra i violenti, nessuno è risultato essere commerciante o proprietario di un’attività commerciale. Ciò a riprova della netta distinzione tra chi manifestava legittimamente e chi ha creato disordini attaccando le Forze dell’Ordine.

Assalto al Palazzo della Regione

Dal ritrovo in Piazza Castello, i facinorosi hanno tentato di assaltare il Palazzo della Regione, presidiato dalle Forze dell’Orine. Gruppi di incappucciati si sono quindi riversati nelle strade del centro per saccheggiare e devastare diversi negozi, in particolare di Via Roma e via Lagrange. Attaccati anche bar e ristoranti. Contemporaneamente altri manifestanti hanno percorso via Po con l’intento di infiltrarsi nella manifestazioni in Piazza Vittorio; altri ancora hanno appiccato il fuoco vicino al Teatro Regio, incendiando masserizie, rovesciando cassonetti e spaccando monopattini. A questo punto le versioni si dividono. La Questura afferma che “i gruppi di violenti si sono mossi con una strategia precisa: dispendere la forza di ordine pubblico che invece ha resistito”. Alcune immagini circolate attestano invece che era la Polizia a cercare di disperdere i gruppi più agitati, come spesso accade nei disordini di piazza. Ciò potrebbe aver portato all’escalation che poi è culminata nell’assalto alle vetrine. Comportamenti comunque da condannare, e questo va detto chiaro.

Le “cariche di alleggerimento”

I “celerini” hanno risposto alla violenza con diverse cariche di alleggerimento e lacrimogeni che comunque non hanno causato feriti. Sono dieci, invece, gli agenti contusi.  La Digos della Questura di Torino ha inoltre arrestato 10 persone per resistenza, lesioni  aggravate e danneggiamento in concorso. Altri quattro, appartenenti a gruppi ultras, sono stati denunciati perché riconosciuti dopo ma non colti in flagranza di reato. Continua però l’attività investigativa della Questura che in questo momento sta visualizzando centinaia di filmati telecamere di sorveglianza e svolgendo sopralluoghi per scovare altri responsabili.

La condanna del Governatore Cirio:

Anche il Governatore della Regione Piemonte Alberto Cirio ha voluto condannare quanto accaduto sulle proteste Dpcm, postando un video.

“Ieri a Torino c’erano due piazze. Una di lavoratori preoccupati per le loro attività. A queste persone noi siamo vicini e io personalmente faccio mia la loro rabbia. Invito a tal proposito il Governo a valutare dei correttivi per il Dpcm che noi come Regioni abbiamo proposto. Vogliamo il buonsenso di non uccidere le categorie produttive di bar e ristoranti piuttosto che cinema e palestre. Poi c’era un’altra piazza, con qualche decina di persone. Erano delinquenti che hanno attaccato, spaccato e rubato. Nei confronti di costoro non c’è nessun tipo di comprensione. Ci vogliono punizioni esemplari. La violenza e il saccheggio sono cose inaccettabili”.

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