la nostra risposta

"Sono gay e vorrei visitare Torino, consigli?": l'appello su Facebook

Visto che l'appello ha ricevuto solo un commento abbiamo provato a dare qualche consiglio.

"Sono gay e vorrei visitare Torino, consigli?": l'appello su Facebook
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E' apparso in un noto gruppo Facebook di Torino l'appello di un ragazzo del sud che chiedeva consigli in vista di una vacanza nella nostra città.

La richiesta

Fin qui nulla di strano, ma mancano due dettagli fondamentali: il ragazzo dichiara apertamente la sua omosessualità e chiede consigli su cosa visitare a Torino e come conoscere gente nuova. Volendo sorvolare sull'autenticità del messaggio che a noi, a dirla tutta, sembra del genere "strano, ma vero", magari semplicemente un po' "naif" (visti i tempi in cui scaricando un'app per incontri ti risolveresti da solo almeno parte della questione) ci siamo invece soffermati sulla risposta del tutto verosimile di un utente e ci siamo chiesti cosa avremmo scritto al suo posto.

Il commento dell'utente

Qualcuno, infatti, si è preso a cuore la richiesta e incarnando alla perfezione il ruolo di "cugino del nord" ha dapprima sottolineato che c'è un'emergenza sanitaria in corso e poi, scandagliando la memoria, ha tirato fuori un locale: "Ti consiglio di soggiornare in un b&b non tanto lontano dal centro città. A causa dell'emergenza covid sono chiuse le discoteche. Se no potevi frequentare un locale che se, non ricordo male, si chiama Banana mia."

La nostra risposta

L'utente in effetti ricorda abbastanza bene: il Banana mia è una serata iconica dal 1994. E Torino, quarta città per la popolazione, è sicuramente una delle città italiane con la migliore vita notturna gay per cui se non ci fosse il Covid di mezzo, il giovane saprebbe come passare le sue serate. Vita notturna a parte, c'è da dire che in questi anni la città è sempre più arcobaleno anche grazie alla sindaca Chiara Appendino che è da sempre una grande sostenitrice dei diritti LGBT, non per niente la città Torino ha recentemente“sfidato” Lisbona per strapparle l’ospitalità dell’assemblea generale dei pride europei prevista per l’anno prossimo, nel 2021: in cui peraltro ricorrerà il quindicesimo anniversario del Torino Pride.

Torino è quella giusta

Gay bar, feste, club, saune non mancano di certo e il Banana mia, il venerdì gay di Torino, è uno degli eventi più popolari della città, soprattutto per la comunità LGBT gay locale, ma anche per gli etero e per chiunque abbia la passione per la musica puramente commerciale. Normalmente la serata si svolge al Centralino in via delle Rosine, a pochi passi da Piazza Vittorio Emanuele. Immedesimandoci nel cugino nordico che vuole dare dei consigli non possiamo non menzionare la Domenica Zoccola, simile al Bananamia, perché creata dalla stessa squadra, la Domenica Zoccola è ancora più esclusiva, ma privilegia la musica elettronica. Un'altra delle serate molto in voga anche tra persone non LGBT è l'Aperitivo Portafortuna all'Off Topic di via Pallavicino. E come non citare anche il Queever nata nel 2007 e le Folies scandal feste storiche che sicuramente ricorderanno i più anziani, ma che purtroppo non esistono più. Ma visto che la richiesta non riguardava strettamente il mondo notturno ci sarebbero altri posti interessanti da frequentare come la caffetteria Nora Book & Coffee che è anche libreria specializzata in libri di genere e cultura LGBT dove si possono comprare libri e sorseggiare un buon bicerin.

Conviene aspettare

E poi, fiore all'occhiello della città, la CasArcobaleno un posto dove tantissime associazioni (tra queste: Torino Pride, Arcigay, Geco, Agedo e Quore) che formano la vasta comunità LGBT di Torino, hanno creato un luogo dove incontrarsi, discutere e divertirsi. Alla casa vengono organizzati eventi tutto l’anno: concerti, letture, proiezioni di film, cene e molti atri. Detto questo, vogliamo dare ancora un ultimo consiglio al nostro "cugino del sud" per godersi una Torino by night e conoscere gente nuova forse varrebbe la pena di aspettare che l'emergenza Covid passi del tutto e che si possa finalmente superare la paura dell' "altro" per vivere come meritiamo tutti: senza distanziamenti di alcun tipo.

 

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