Talenti piemontesi nel mondo

Le Bilouriane sono tornate e non le ferma più nessuno

Dopo mesi di stand by il collettivo artistico Biloura partecipa a CinemAmbiente in Valchiusella, poi parte per Vienna e infine vola in Corea.

Le Bilouriane sono tornate e non le ferma più nessuno
Canavese, 24 Luglio 2020 ore 16:11

Biloura è un collettivo di arti performative, interculturale e transdisciplinare, composto da artisti di diverse provenienze professionali.

Cittadini del mondo con il cuore in Valchiusella

Al collettivo piace definirsi “piattaforma nomade” per la natura internazionale dei suoi progetti, ma la sua prima casa è in Valchiusella, vicino a Ivrea. Qui, nasce nel 2013 da un’idea della canavesana Silvia Ribero, ricercatrice, pedagoga, artista e performer e dall’austriaca Angie Rottensteiner, attrice, violinista cantante e regista.

Principi bilouriani

L’associazione, tra i suoi princìpi statutari, ha l’attenzione alla sostenibilità ambientale di produzioni teatrali e attività e la valorizzazione e la tutela dell’ambiente naturale attraverso l’arte e la cultura. Pertanto, ad esempio, le scenografie e i costumi delle performance del collettivo seguono il principio delle 3R (riduci, riusa, ricicla).
Avendo da sempre tale sensibilità, è stata immediata la sinergia con il festival CinemAmbiente e il suo direttore artistico Gaetano Capizzi. Quest’anno il collettivo è presente alle prime 4 serate di proiezioni, con delle performance di presentazione dei temi del festival e dei film, legati talvolta anche agli ospiti del festival.

30 luglio

Per l’apertura del festival, Biloura ha pensato a una performance che ruota attorno al concetto dell’antropocene. Questo concetto geologico mette al centro immediatamente la ragione primaria per cui è fondamentale avere un festival come CinemAmbiente: l’essere umano sta impattando il pianeta a livelli profondi e inediti, pertanto siamo tutti responsabili dei nostri comportamenti, consumi, stili di vita

31 luglio

Per la seconda serata del festival che ha come ospite Don Luigi Ciotti, il collettivo propone una performance attorno a stralci dell’enciclica papale “Laudato sì” con cui si invita fedeli e non a rispettare la natura e ad amarla.

1 agosto

In occasione della proiezione “The Harvest”, Biloura presenta una performance che mette l’accento sulle migrazioni in Italia negli ultimi 20 anni, e in particolare su come e quanto le/i migranti siano utili all’economia, e contributo arricchente per la vita e la cultura italiane.

2 agosto

Il collettivo chiude con un omaggio a Carlo Petrini e a tutte le persone che hanno la forza di volontà e il coraggio di mettere in pratica i propri ideali, di “condursi a schiena ritta”, per così dire, come fa anche infatti il personaggio centrale del film “Good Things Await”. L’ultima performance di BILOURA è una sorta di call to action che invita il pubblico a concretizzare qualcosa degli ideali che ispirano ciascun individuo.

 

Il futuro di Biloura

 Il 3 agosto il collettivo sarà in partenza per Vienna, dove parteciperà a una residenza artistica di un mese. Qui, darà vita al primo assaggio della sua nuova produzione: FLESH (dall’inglese: “carne”), performance parte del progetto sul tema del business della prostituzione e la situazione della donna in esso coinvolta 5 VOICES FOR 1. Nel futuro prossimo del collettivo c’è anche la Corea, Biloura ha infatti vinto la call dell’Asian Culture Center nella città di Gwangju (Corea del Sud) e partirà per una residenza artistica di 3 mesi nei quali avrà modo di presentare il progetto Silent Voices sul tema delle donne vittime di tratta.

 

Leggi anche: CinemAmbiente 2020: film a tema green da vedere all’aperto in Valchiusella

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