Con la Scuola Holden

Il Teatro Stabile di Torino presenta “Argo”: riprogettare la condivisione con il pubblico

Nasce dalla responsabilità civile e dal dovere morale di coinvolgere e sostenere la comunità teatrale cittadina con un progetto originale e condiviso.

Il Teatro Stabile di Torino presenta “Argo”: riprogettare la condivisione con il pubblico
Cultura Torino, 20 Novembre 2020 ore 12:29

Il Teatro Stabile di Torino e la Scuola Holden, insieme a Fondazione CRT e Fondazione Compagnia di San Paolo, hanno spiegato le ragioni profonde e comuni che hanno portato a un progetto ambizioso e ampio come Argo: Materiali per un’ipotesi di futuro. Il 2020 sarà ricordato come uno degli anni più difficili per i lavoratori dello spettacolo di tutto il mondo. Argo nasce su impulso del Teatro Stabile di Torino, dalla responsabilità civile e dal dovere morale di coinvolgere e sostenere la comunità teatrale cittadina con un progetto originale e condiviso.

Argo il progetto del Teatro Stabile di Torino

In conferenza stampa il Direttore Filippo Fonsatti ha illustrato come la risorsa che la comunità teatrale torinese rappresenta, in termini generazionali e di esperienze, sia stata l’ispirazione fondante del progetto: sostenerla è un dovere morale e un valore intrinseco al ruolo di promozione delle collaborazioni tra le realtà di spettacolo del territorio, in un delicato momento dove si avverte il rischio di scivolare nel senso di irrilevanza.

Come funziona

Argo raccoglie 100 partecipanti, distribuiti in sette gruppi di lavoro, coordinati da tutor ed esperti, che incontreranno in itinere alcuni tra gli artisti di maggior esperienza della nostra regione, oltre a condividere il progress dei propri lavori con pubblici differenti in termini generazionali ed esperienziali. In tre settimane, seguito da un pool di social media manager, questo modello intensivo di creazione culturale arriverà alla definizione di sette oggetti digitali diversi, da mettere a disposizione della collettività. Savina Neirotti di Scuola Holden si è allacciata a quest’ultimo aspetto, sottolineandone la pertinenza con la mission della scuola: un racconto secondo tutte le modalità della narrazione, un modo per definire nuovi concetti e nuove tipologie di confronto e scambio con il pubblico.

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