Ancora maltrattamenti in famiglia

Violenza e schiavitù: picchia la moglie e la fa dormire in cantina

Violenza e schiavitù: picchia la moglie e la fa dormire in cantina
Cronaca Chieri, 20 Gennaio 2021 ore 11:43

Violenza domestica, quasi riduzione in schiavitù: arrestato un marito che maltrattava la moglie (costretta a dormire in cantina per punizione) con indicibili soprusi.

Costretta a dormire in cantina

Costretta a dormire in cantina e a chiedere l’elemosina se voleva mangiare. Ha dell'incredibile la storia che coinvolge una povera donna maltrattata e abusata dal marito violento. Ancora la pessima abitudine dei maltrattamenti a danno del "sesso debole" che balza aglio onori della cronaca, e non si potrà mai dire abbastanza quanto questi comportamenti siano esecrabili e da condannare. E' comunque stato arrestato arrestato dai Carabinieri il colpevole, e meno male vien da dire. I Carabinieri hanno ammanettato un marito 56enne, residente a Chieri, per violenza in famiglia (quasi una riduzione in schiavitù ai danni della moglie). Ieri sera l’uomo è rincasato ubriaco e, senza alcun motivo, ha iniziato ad aggredire la moglie, lanciando vestiti e mobili dal balcone dell’abitazione.

In lacrime, implorava aiuto

La donna l’ha supplicato di smettere ma lui le ha urlato contro frasi offensive e minacce di morte, poi l'ha addirittura colpita con un calcio al costato. A questo punto la vittima in lacrime è riuscita a rifugiarsi a casa della vicina, implorando aiuto, che ha chiamato il 112. All’arrivo dei militari della Compagnia di Chieri, l’uomo ha tentato di aggredirli ma è stato immediatamente immobilizzato. La signora è stata medicata in ospedale e, subito dopo, in sede di denuncia, ha raccontato di essere in balìa del marito violento da due anni e di essere stata costretta più volte a dormire in cantina per punizione e a chiedere l’elemosina per poter portare un pasto a casa. Non è il primo caso del genere che si presenta agli inquirenti, anzi. Quasi quotidianamente le cronache raccontano di mariti o conviventi che pensano di poter "disporre" in qualsiasi modo (anche il peggiore, con le violenze) delle proprie donne.

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