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Furto di medaglie e attrezzature all'A.PO.DI: Special Olympics sostituirà il materiale rubato

Per risarcire, almeno in parte, il danno economico le società piemontesi faranno una raccolta fondi.

Furto di medaglie e attrezzature all'A.PO.DI: Special Olympics sostituirà il materiale rubato
Cronaca Torino, 12 Giugno 2022 ore 22:37

Una brutta notizia ha sconvolto tutto il mondo di Special Olympics Italia nelle scorse ore: l'A.PO.DI Associazione Polisportiva Disabili Don Carlo Gnocchi di Massa Carrara, nel corso della trasferta a Torino in occasione dei Giochi Nazionali Estivi recentemente conclusi, è stata infatti vittima di un furto con gravi danni non solo economici ma anche morali.

Special Olympics, rubate medaglie e attrezzature ad una società partecipante

Come spiegato dai rappresentanti dell'A.PO.DI, infatti, i ladri hanno forzato i bagagliai dei due furgoni (decorati con il simbolo della società e con le bandiere Special Olympics Italia) utilizzati per raggiungere il centro di Torino con l'obiettivo di fare un giro turistico una volta terminate le gare, rubando non solo i trolley con gli effetti personali e diverse apparecchiature elettroniche, ma anche gli zaini degli atleti con le medaglie conquistate e le sacche contenenti le palle da bowling utilizzate durante i Giochi.

Grande solidarietà

Immediata è arrivata la solidarietà di tutto il movimento, sia a livello nazionale che locale, con l'impegno concreto di risarcire l'A.PO.DI almeno dei danni materiali:

«Nessuno - ha dichiarato il Direttore di Special Olympics Italia Alessandra Palazzotti - può spegnere il sorriso ai nostri atleti. Nessuno potrà mai togliergli l'esperienza con Special Olympics ed il bel bagaglio di emozioni vissute: provvederemo a far riavere le attrezzature da bowling e le medaglie che hanno vinto e strameritato durante i Giochi Nazionali».

«Si tratta - ha aggiunto il Direttore di Special Olympics Italia Team Piemonte Carlo Cremonte - di un episodio increscioso che ci mortifica oltremodo perché successo a Torino durante i Giochi. Per risarcire, almeno in parte, il danno economico le società piemontesi faranno una raccolta fondi».

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