UN GIORNO DI ORDINARIA FOLLIA

Fa il pazzo sul bus, poi sfascia un ristorante, infine aggredisce un automobilista e una negoziante

Il tutto in sole 12 ore. Alla fine il trentacinquenne ha ottenuto esattamente quello che meritava: essere arrestato.

Fa il pazzo sul bus, poi sfascia un ristorante, infine aggredisce un automobilista e una negoziante
Torino, 10 Luglio 2020 ore 17:12

Martedì 7 luglio 2020 sera la denuncia, mercoledì 8 luglio mattina l’arresto. Un cittadino italiano di 35 anni si è reso protagonista di una catena di episodi che hanno richiesto l’intervento degli agenti del commissariato Mirafiori.

La lite con l’autista

La polizia di Torino, in un primo momento, è chiamata in via Giordano Bruno per una lite tra un passeggero e un conducente della GTT. Quest’ultimo racconta di aver fatto salire alla fermata precedente il trentacinquenne. Una volta salito sull’autobus, l’uomo si era fermato tra le porte in chiusura bloccandole con i gomiti e insultando il conducente anche colpendo con violenza la cabina di guida. L’autista racconta quindi di aver interrotto la corsa mentre alcune persone invitavano l’uomo alla calma e a scendere dal mezzo, ma lui preferisce attendere l’arrivo degli agenti che lo denunciano per interruzione di pubblico servizio.

L’escalation di comportamenti molesti

Proprio come nel film “Un giorno di ordinaria follia” con Michael Douglas, qualcosa (magari il conto o proprio il menu) deve aver di nuovo fatto innervosire l’uomo che, dopo aver pranzato in zona Lingotto, ha gettato a terra tutte le sedie del ristorante. Ma non finisce qui: all’uscita del locale, barcollando si avvicina a un’auto in sosta e, fingendo di sbatterci contro, aggredisce verbalmente il conducente, minacciando di denunciarlo per l’accaduto e costringendolo a dargli subito una sigaretta e qualche moneta. Ottenuto ciò che voleva il trentacinquenne è ancora troppo nervoso e allora entra in un esercizio commerciale e attacca la proprietaria.

L’uomo, con diversi precedenti, non si ferma più e minaccia e insulta anche gli operatori che vengono a prenderlo e lo arrestano per estorsione, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale bloccando così un’escalation di comportamenti che avrebbero potuto sicuramente degenerare ancora.

 

Silvia Venezia

 

 

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