Cosa succederà stasera?

Proteste Dpcm: con lo spettro degli scontri di Napoli, sale la tensione a Torino

Stamane in piazza i tassisti. Ma circola anche un volantino che invita i torinesi a scendere in piazza contro il coprifuoco e il possibile lockdown.

Proteste Dpcm: con lo spettro degli scontri di Napoli, sale la tensione a Torino
Cronaca Torino, 26 Ottobre 2020 ore 12:08

Contro il nuovo Dpcm, i primi a scioperare a Torino, proprio in questi minuti, nella mattinata di lunedì 26 ottobre 2020, sono i tassisti (foto di copertina).

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Il corteo di taxi è partito dallo Stadio raggiungendo Piazza Castello. Si tratterebbe di una manifestazione spontanea, senza sigle sindacali, contro il dpcm di Conte.  Gli autisti, a bordo dei loro mezzi, hanno sfilato passando davanti ai principali palazzi delle istituzioni: Comune, Regione e Prefettura.

Proteste Dpcm: cosa succederà stasera?

Dalla giornata di ieri sta correndo sui social, tra migliaia di like e condivisioni, un volantino che invita i torinesi a scendere in piazza contro il coprifuoco e il possibile lockdown. Un tema che preoccupa non poco la politica e le forze dell’ordine, anche alla luce degli scontri di Napoli e Roma degli ultimi giorni.

L’appuntamento con il sedicente “Popolo italiano e piemontese” è per lunedì 26 ottobre, nello specifico sono state indette due manifestazioni: la prima alle 20.30 in piazza Castello e la seconda alle 21 in piazza Vittorio Veneto.

Al momento non è chiaro chi siano gli organizzatori della protesta, che comunque precisano “Non sarà una manifestazione di categoria”. Nel mirino, il premier Conte: “Il tempo delle richieste è finito. Sappiamo che chi ci governa non ci ascolta”.

Chi c’è dietro le manifestazioni

Intanto se è ancora un’incognita l’organizzazione dietro la manifestazione in Piazza Castello (che infatti preoccupa di più le forze dell’ordine) per quella di Piazza Vittorio, autoconvocata da commercianti e cittadini, c’è un volto e un nome: quello di Marco Liccione operaio 32enne di Settimo Torinese, che garantendo un clima pacifico, dopo due ore di confronto con la Questura ha ottenuto l’autorizzazione.

 

liccione

 

Comune e istituzioni

Nonostante non risultino comunicazioni ufficiali in merito alle proteste né alla Questura né alla Prefettura è inevitabile che Giunta e Questura stiano tenendo monitorata la situazione con prudenza: poiché non è affatto scontato che la mobilitazione promessa in un contesto social si concretizzi. Tantomeno che le eventuali proteste sfocino in episodi violenti come recentemente accaduto a Napoli.

Al momento lo scenario risulta ancora interlocutorio. La Questura presumibilmente garantirà, nel caso le piazze si dovessero realmente riempire, una cornice di sicurezza dapprima invisibile, ma qualora la situazione dovesse sfuggire di mano s’interverrà per garantire la sicurezza di tutti.

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