Lutto a Candiolo

Oncologo morto, il dolore dei colleghi

Il dottor Furio Maggiorotto lavorava nel reparto Ostetricia Oncologica da dieci anni

Oncologo morto, il dolore dei colleghi
Cronaca Torino, 20 Ottobre 2020 ore 16:39

Oncologo morto: un lutto nel mondo accademico e ospedaliero che non smette di far parlare. La scomparsa del dottor Furio Maggiorotto, strappato troppo presto alla vita da  un improvviso malore, ha suscitato molto cordoglio fra i conoscenti e non solo.

Giovane e promettente

La sua morte ha colpito molto colleghi e amici anche per la giovane età dello stimato medico: aveva infatti solo 45 anni. Lavorava presso l’ospedale Irc di Candiolo da dieci anni, dove ricopriva la carica di dirigente del reparto Ginecologia Oncologica. Chi lo conosceva bene lo ha subito definito un uomo buono e un grande lavoratore, completamente assorbito dalla professione medica che svolgeva con instancabile solerzia.

Il ricordo dei colleghi

Così lo ricordano i colleghi che hanno affidato al direttore sanitario dr. Piero Fenu il compito di divulgare agli organi di informazione il loro dolore:

‘Il nostro Istituto di Candiolo, centro oncologico di ricerca e cura all’avanguardia riconosciuto a livello internazionale ed unico Irccs in Piemonte, è in lutto per la prematura scomparsa di Furio Maggiorotto. Dirigente Medico presso la Divisione di Ginecologia Oncologica, è stato stroncato sabato scorso da un improvviso malore. Aveva 45 anni e da 10 anni lavorava a Candiolo, dove era molto apprezzato per la straordinaria umanità, professionalità e competenza”.

Una brillante carriera

Dopo la laurea in Medicina e la specializzazione aveva svolto un periodo di internato presso il Jackson Memorial Hospital di Miami, in Florida. Vantava anche un dottorato di ricerca in Scienze Biomediche con indirizzo in Oncologia Umana all’Università di Torino. Aveva insegnato Ginecologia e Ostetricia al corso di laurea infermieristica dell’Università degli Studi di Torino (presso la  sede di Ivrea). Aveva lavorato anche all’ospedale “Mauriziano” di Torino e all’ospedale Santo Spirito di Bra. Fu autore di molte pubblicazioni e  ricerche molto apprezzate nell’ambiente accademico sia  nazionale che internazionale.

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