Torino

Medici no vax rinunciano alla richiesta di sospensiva del ricorso contro l'obbligo vaccinale

Di Perri: "Crediamo sia giusto prima che si proceda con le sanzioni, cercare un dialogo con questi colleghi. I casi sono in aumento, ma soprattutto tra i non vaccinati".

Medici no vax rinunciano alla richiesta di sospensiva del ricorso contro l'obbligo vaccinale
Cronaca Torino, 28 Luglio 2021 ore 15:29

Circa 600 sanitari no vax che lavorano negli ospedali piemontesi, hanno disertato l'incontro con l'Unità di crisi della Regione Piemonte nella giornata di ieri, organizzato all'Ordine di Torino e dal Dirmei.

Sul palco c'erano il commissario dell'Unità di crisi Antonio Rinaudo, il direttore della Scuola di specializzazione in Malattie infettive dell'Università, Giovanni Di Perri, il presidente dell'Ordine dei Medici e Odontoiatri di Torino, Guido Giustetto.

Rinunciato alla richiesta di sospensiva TAR

I medici e infermieri hanno, dunque, rinunciato alla richiesta di sospensiva del ricorso contro l'obbligo vaccinale, chiedendo di fissare il giudizio di merito. L'udienza, è stata fissata al 22 febbraio 2022. In quella data, però, il decreto legge appellato potrebbe (il condizionale è d'obbligo) avere esaurito i propri effetti, visto che è prevista la scadenza per il prossimo 31 dicembre 2021.

Cosa rischiano i sanitari

Senza la sospensiva, i sanitari no vax rischiano l'allontanamento dal luogo di lavoro e la decurtazione dello stipendio.
L'avvocato Daniele Granara, che segue la vicenda, ha annunciato che ci sono altri 400 sanitari che gli hanno richiesto assistenza e che ripresenterà la richiesta di sospensiva se e quando arriveranno i provvedimenti delle Asl contro i suoi assistiti. Le Asl, a questo punto, manderanno l'intimazione a vaccinarsi a tutti i medici, entro 15 giorni, pena l'adozione dei provvedimenti.

Le parole del medico Di Perri

Intanto all'incontro di ieri, il medico Giovanni Di Perri, da sempre in  prima linea contro la pandemia avverte:

"Crediamo sia giusto prima che si proceda con le sanzioni, cercare un dialogo con questi colleghi, provando a discutere insieme le ragioni per cui vaccinarsi e i motivi del loro rifiuto. I casi sono in aumento, ma soprattutto tra i non vaccinati".