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Maltempo: “In autunno eventi meteo raddoppiati. E’ la conseguenza dei cambiamenti climatici”

Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno si sono verificati ben 160 nubifragi, grandinate, tornado e bombe d’acqua.

Maltempo: “In autunno eventi meteo raddoppiati. E’ la conseguenza dei cambiamenti climatici”
Torino, 10 Ottobre 2020 ore 10:47

“Maltempo: in autunno eventi meteo raddoppiati”. Nella penisola dieci nubifragi al giorno con frane ed esondazioni. Fabrizio Galliati, presidente di Coldiretti Torino: “E’ la conseguenza dei cambiamenti climatici in corso”

Maltempo, in autunno eventi meteo raddoppiati

In questo inizio di autunno 2020 gli eventi metereologici sono più che raddoppiati (+119%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno con ben 160 nubifragi, grandinate, tornado e  bombe d’acqua che hanno provocato frane, esondazioni e vittime lungo la Penisola. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione dell’arrivo della nuova ondata di maltempo con l’allerta gialla in 13 regioni su dati dell’European Severe Weather Database (Eswd) dal 21 settembre fino a ora, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Il maltempo ha colpito a macchia di leopardo con una madia di 10 nubifragi al giorno che – sottolinea la Coldiretti – hanno devastato le campagne dove è in pieno svolgimento la vendemmia ma anche la raccolta di mele, pere e sta iniziando quella delle olive e del riso. Edifici rurali lesionati, strade rurali interrotte, piante sradicate, serre divelte, animali affogati o bloccati in alpeggio, uliveti e vigneti spogliati, frutta e ortaggi rovinati e raccolti di riso distrutti con il lavoro di un intero anno andato perduto nelle aziende agricole con oltre 300 milioni di euro di danni produttivi e strutturali.

Conseguenza dei cambiamenti climatici

Fabrizio Galliati, presidente di Coldiretti Torino, informa: «Siamo di fronte alle conseguenze dei cambiamenti climatici con una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con grandine di maggiori dimensioni, una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo. Le precipitazioni sempre più intense e frequenti con vere e proprie bombe d’acqua si abbattono su un territorio reso fragile dalla cementificazione e dall’abbandono con più di nove comuni su dieci a rischio per frane o alluvioni. Sulla base dei dati Ispra sono 7275 i comuni con parte del territorio in pericolo di dissesto idrogeologico, il 91,3% del totale. Il risultato? Sono 7 milioni gli italiani che vivono in aree a rischio frane, alluvioni ed esondazioni di fiumi in una situazione di incertezza determinata dall’andamento meteorologico che condiziona la vita e il lavoro. A questa situazione non è certamente estraneo il fatto che il territorio è stato reso più fragile dalla cementificazione e dall’abbandono che negli ultimi 25 anni ha fatto sparire oltre ¼ della terra coltivata, con la superficie agricola utilizzabile in Italia che si è ridotta ad appena 12,8 milioni di ettari». 

«Per questo – chiude Fabrizio Galliati – l’Italia deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile con un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico del ruolo dell’attività nelle campagne. Il Recovery fund è una opportunità per intervenire e realizzare una grande rete di bacini di accumulo capace di garantire una costante disponibilità di acqua per l’agricoltura e la produzione di energia rinnovabile. Un esempio è il progetto che Coldiretti ha condiviso con Anbi, Terna, Enel, Eni e Cassa Depositi e Prestiti per la messa in cantiere di una rete diffusa di invasi per consentire una regimazione delle acque che garantirà una riduzione dei danni causati dagli eventuali eccessi di ruscellamento, fornendo inoltre un contributo per l’approvvigionamento idrico per gli interventi antincendio e sostenendo inoltre la produzione di energie rinnovabili da fonte idrica».

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