Medicine e càmici agli ospedali

Orecchini d’oro e topazi: le intercettazioni sulle gare d’appalto truccate nelle Asl di Torino

Disposti dal Gip 15 arresti e sequestri di beni per oltre 280mila euro; ecco come funzionava la trafila illecita

Orecchini d’oro e topazi: le intercettazioni sulle gare d’appalto truccate nelle Asl di Torino
Cronaca Torino, 30 Novembre 2020 ore 17:36

Ecco le intercettazioni sulle gare d’appalto truccate. La Guardia di Finanza di Torino ha eseguito quindici ordinanze di custodia cautelare, disposte dal Giudice per le Indagini Preliminari, nei confronti di pubblici dipendenti, commissari di gara ed agenti o rappresentanti di alcune imprese accusati, a vario titolo, di corruzione, turbativa d’asta e frode. Nel proseguo dell’inchiesta, le Fiamme Gialle hanno consentito di svelare numerose condotte illecite poste in essere, nell’àmbito di alcune gare d’appalto, da agenti e rappresentanti d’impresa e da componenti delle commissioni nominati da alcune Asl.

Gare d’appalto truccate nelle Asl

E’ emerso un collaudato ed articolato sistema di interazioni fra privati e commissari di gara, ricostruito anche grazie alle attività di intercettazione telefonica e di pedinamento. In particolare per càmici chirurgici sterili monouso, occorrenti a servizi vari dell’Asl Città di Torino e dell’Asl To4, per cinque anni; il bando, pubblicato il 30.7.2019, prevedeva tre lotti per un importo complessivo di 1.195.000 euro (un milione e 195mila).

In particolar modo sono state rese note alcune interessanti intercettazioni telefoniche riguardanti l’attività collusiva diretta a convincere i membri della commissione della “superiorità” qualitativa dei camici offerti di una ditta in confronto a quelli delle altre imprese offerenti. Ciò, secondo gli inquirenti, in violazione delle leggi sulla concorrenza. Il giudice incaricato dei provvedimenti (ordinanza di misura cautelare e sequestro preventivo) è il Gip dottor Ludovico Morello. Di seguito gli indagati: Ilaria Ambrosi, Luca Ariotti, Antonio Aurilia, Giancarla Capra, Pier Alessio Caleffi, Francesco Ceravolo, Gabriele Fasolini, Giuseppina Frola, Luca Gulfi, Valentino Marchesan, Loredana Miglietta, Antonella Pertino, Giulio Solerio, Rosanna Solinas, Anna Vasciminno. Coinvolti anche Giovanni C., Francesco G., Francesca M. e Rosanna M., per i quali però non vengono richieste misure giudiziarie in questa fase.

Le intercettazioni: “stecca” da 12.500 euro

Sotto la lente degli investigatori, una “stecca” di 12.500 euro per compiere atti contrari ai doveri d’ufficio, somma consegnata in “rate” da 500 euro l’una. In altra fattispecie, ancora atti contrari ai doveri d’ufficio: rivelazione di informazioni della propria attività lavorativa, ad esempio con l’invio di foto di prodotti offerti nell’àmbito di gare da imprese concorrenti (anche in questo caso mazzetta da 500 euro).

In particolare, l’indagine ha fatto luce anche su pressioni direttamente verso i membri della commissione giudicatrice della gara per la fornitura di “càmici chirurgici sterili monouso” per la Asl Città di Torino e per la Asl TO4. Agli atti i magistrati ufficializzano che:

“Ariotti e Solerio nei ruoli indicati nei capi che precedono, organizzavano e dirigevano l’associazione in concorso con terzi: (…) Capra, Gulfi e Solinas partecipavano all’associazione ripartendosi i pubblici ufficiali da avvicinare; contattandoli riservatamente per ottenere informazioni riservate sulle gare e per condizionarle”.

Ancora, il Gip sottolinea che:

“…la richiesta depositata dal Pubblico Ministero è il frutto di una precisa, analitica, puntuale e completa rielaborazione dei risultati delle indagini. Il provvedimento è completo ed organico sia nel delineare il quadro oggettivo della vicenda, come tale non suscettibile di interpretazioni in quanto costituente una pura cronaca dei fatti”.

Il clamoroso furto del timbro

Detto che, fra l’altro, pare sia stato addirittura rubato un timbro per l’accettazione di prodotti farmaceutici alla Azienda Ospedaliera Universitaria Città della Salute. Questo per far apparire come ricevute dall’ospedale bolle di consegna di prodotti mai consegnati; ecco di seguito alcune delle intercettazioni telefoniche sulle gare d’appalto.

“Non rompessero i c…i anche alle aziende, sapessero il tempo che passiamo negli uffici amministrativi a farci mettere un timbro, piuttosto che… Io dalla (omissis) l’avevo ciulato il timbro. Uno generico Città della Salute. (…) Sai quante c…o di bolle facevo? Perché se tu vai dalla (omissis) appena entri sulla sinistra, dove ci sono i cartellini, ci sono i timbri… (…) Minchia lo piantavo ovunque quel c…o di timbro, con una cattiveria che… (ride, NdA)”.

Da sottolineare che uno degli indagati dice di poter trovare qualche escamotage per far approvare la fornitura dei càmici. E sembra che abbia chiesto di evitare di farli provare a Chivasso ma di farli provare ad Ivrea, perché – dice – a Chivasso c’è un ambiente poco incline alla corruzione.

“Tamarro del c…, pugliese di m…”

“Ok, ma li hai già parlato con (omissis)? Cosa offrono, cosa non offrono”. “No per il momento no, sicuramente usano tipologie diverse: la TO4 ne usa una la TO2 ne usa un’altra. Quelli della TO4 sono 40 grammi quelli della TO2 sono 35 grammi”. “(…) Le caposala che ci sono le ho tutte abbastanza in mano mi sento abbastanza tranquillo”. ” Ci sono dodici ditte, una roba pazzesca. Adesso la cosa importante è cercare di capire chi ci sarà in commissione”. “Il problema è che M. e C. sono poco manovrabili”. (…) “Gli ho detto non parlare, ascolta! Sai che queste cose non me le devi dire… Perché sono in commissione, quando sono in commissione… Gli ho detto sì però voglio dire c…o ci conosciamo da una vita, non puoi farmi ste piazzate no? Comunque tu farai delle tue valutazioni gli ho detto ma cambiare una cosa che vi trovate bene e tutto è una follia. (…). “Infatti… Non parlare, ascolta!  haha…”.  “Porca tr… tamarro del c…o pugliese di m… tamarro del c…o pugliese di m… ahaha! Tamarro del ca… pugliese di m… dicevo, ha una testa che cioè!”.

Seguire quello che ha fatto la To4

Dall’intercettazione del 4 febbraio 2020 si evince chiaramente che l’attività collusiva posta in essere ha prodotto il risultato atteso: i càmici sono stati approvati. Tant’è che nelle schede di valutazione c’erano fotocopiati i pregi, cioè proprio…. nel caso in cui qualcuno non ci arrivasse. L’idea era di far fare da apripista per la fornitura una delle Asl, così poi da riproporre anche alle altre la strada già seguita:

“Seguite la traccia della To4 e siete a posto, non perdete tempo e le cose vanno in una certa direzione. (…) a basta dire a tutti quelli con cui hai la confidenza dire, se non volete avere casini seguite quello che ha deciso la 4 gli andate dietro e vedrete che va tutto bene”. E ancora: “Ripeto fai passare alla 1 il concetto di che seguano quello dice la 4, altrimenti rischiamo di andar al bagno davvero, c’è già Borgomanero che traballa ancora”.

Gli orecchini in oro rosa e topazi

Dall’annotazione di Polizia Giudiziaria del 20 agosto 2020 (numero 237.629) sono poi emersi indizi relativi a dazioni di orecchini da parte di Giulio Solerio, del valore di circa 100 o 200 euro, a favore di due commissarie di gara e di un’infermiera, quale probabile contropartita nella modalità di turbativa della gara in esame. Come dire: un bel regalo di oreficeria in cambio del voto favorevole per la fornitura di materiale sanitario.

Sembra tanta roba, dal punto di vista penale e giudiziario, ma c’è di più: il provvedimento di conclusione delle indagini preliminari si compone di ben 92 pagine fitte fitte. Per i più “protagonisti” (ovvero quelli che rivestivano un ruolo di vertice) fra gli indagati  il gip ha chiesto gli arresti domiciliari e il sequestro di beni per circa 288mila euro. Disposto anche il sequestro dei famosi orecchini, in oro rosa e topazi azzurri.

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