Attivista femminista

L’accoltellatrice del barista aveva lanciato acido su un prete in Nicaragua: “Me l’ha chiesto Satana”

In Italia aveva ottenuto lo status di rifugiata come perseguitata in Russia per la sua appartenenza al movimento femminista e per il suo orientamento sessuale.

L’accoltellatrice del barista aveva lanciato acido su un prete in Nicaragua: “Me l’ha chiesto Satana”
Torino, 24 Giugno 2020 ore 11:21

Si chiama Elis Gonn, la donna che nella giornata di ieri ha accoltellato il titolare di un bar in via San Donato dopo averlo stordito con spray urticante. La 26enne di origine russa si è giustificata dicendo di aver ricevuto delle avances sessuali dal 47enne che, però, nega fermamente. Ora emerge il passato della giovane.

Prete sfregiato con l’acido in Nicaragua

La donna, attivista femminista che diceva di odiare gli uomini, nel 2018 era stata condannata dal tribunale di Managua per l’aggressione di un sacerdote nella capitale del Nicaragua contro il quale aveva gettato dell’acido solforico. Alla polizia la Gonn aveva detto di essere stata indotta da Satana a compiere il gesto, in caso non avesse ucciso qualcuno – secondo le sue parole – il diavolo avrebbe chiesto la sua vita in cambio.

Scarcerata e rifugiata

Un anno fa la 26enne era stata condannata a 8 anni, ad agosto era stata scarcerata. A quel punto la Gonn è tornata in Italia – a Castiglione Torinese- dove anni prima aveva ottenuto lo status di rifugiata come perseguitata in Russia per la sua appartenenza al movimento femminista e per il suo orientamento sessuale.

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