Vanno per la loro strada

I genitori di Viviana Parisi hanno incaricato gli avvocati dei casi Sarah Scazzi e Meredith Kercher: la “teoria del sugo”

I legali: ""Nulla fa presupporre l'intenzione di uccidere suo figlio. Questa ipotesi dell'omicidio-suicidio appare forzata".

I genitori di Viviana Parisi hanno incaricato gli avvocati dei casi Sarah Scazzi e Meredith Kercher: la “teoria del sugo”
Torino, 22 Agosto 2020 ore 12:01

Carta bianca a Nicodemo Gentile e Antonio Cozza, gli avvocati che seguirono i casi di Sarah Scazzi ad Avetrana e di Meredith Kercher a Perugia. E infatti sono proprio del foro di Perugia i due legali ai quali i genitori di Viviana Parisi, che abitano a Torino nel quartiere San Paolo, si sono affidati. E i due professionisti non hanno perso tempo: la loro prima mossa è stata un post su Facebook nel quale espongono fra l’altro anche la loro “teoria del sugo”.

I protagonisti del giallo di Avetrana e di quello di Perugia

I genitori di Viviana Parisi hanno incaricato loro avvocati

Ha deciso di andare per la sua strada, la famiglia Parisi. Papà Luigino, ferrotranviere in pensione, vuole sapere di più rispetto a quanto gli è stato detto fino a questo momento.

Anche lui, come il genero Daniele Mondello non lesina qualche critica rispetto al lavoro del team di ricerca, ma ciò che ora vuole in prima istanza è il risultato della comparazione con il Dna, per essere sicuro al 100% che il corpo trovato sotto il traliccio nelle campagne di Caronia sia quello della figlia 43enne.

Luigino Parisi

Ancora tanti dubbi: papà Luigino Parisi non si arrende

E per sciogliere gli ancora tantissimi dubbi su ciò che è esattamente accaduto quel maledetto 3 agosto 2020, Parisi ha deciso di affidarsi a un team legale di prim’ordine.

Anche perché il papà della dj ancora non vuole escludere alcuna ipotesi. Resta convinto che Viviana non abbia ucciso il figlio per poi togliersi la vita e quindi agli avvocati chiederà di verificare ancora la teoria dei due rottweiler, ma anche l’eventuale presenza di qualcuno che che abbia aggredito madre e figlio.

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I due avvocati: “Omicidio-suicidio ipotesi forzata”

Nicodemo Gentile e Antonio Cozza, dopo aver difeso Rudy Guede nel caso Kercher e i genitori di Sarah Scazzi, hanno confermato su Facebook la presa in carico del caso:

TEMPUS LUGENDI…
I genitori di Viviana ci hanno chiesto di sostenerli e rappresentarli in questo percorso doloroso verso la Verità.
Oggi possiamo dire che, dopo decenni di lavoro tra inchiostro di atti, memorie e sentenze, ancora non riusciamo del tutto a scindere la sensibilità dell’uomo dall’ indifferenza emotiva del professionista, perché ancora non ci siamo assuefatti all’odore della morte ingiusta e al dolore della perdita.
Da oggi la vicenda di Viviana e Gioele, diventa la nostra priorità e la seguiremo da uomini e da professionisti, con tecnica e tanto cuore.

Poi però hanno pubblicato anche un nuovo post più dettagliato, sempre abbinando le loro foto a quelle di Viviana Parisi e di Gioele:

LE RICERCHE SONO UNA COSA SERIA E
IL SUGO PER IL PRANZO.
Forse oggi c’è soprattutto da chiedersi come sia stato possibile non vedere il corpicino di Gioele, a poca distanza da sua madre, e durante ben sedici giorni di ricerche.
Le battute in zona sono state molte, con un dispiegamento di tanti uomini tra vigili del fuoco, polizia, carabinieri, forestali, corpi speciali ed unità cinofile, per poi arrivare al ritrovamento avvenuto grazie ad un volontario, dopo sole 5 ore di ricerche.
E purtroppo non è la prima volta che accade. Il caso più clamoroso è stato sicuramente quello di Yara Gambirasio, il cui corpo fu rinvenuto in un terreno da un appassionato di aeromodellismo, quando in quell’area, nei mesi precedenti, le ricerche erano state eseguite con l’impiego di svariate forze dello Stato. Ma dobbiamo ricordare anche il caso di Elena Ceste, rinvenuta dopo nove mesi dalla sua scomparsa, a due passi da casa, da alcuni dipendenti comunali impegnati nella pulizia del canale. E non possiamo neanche dimenticare il caso di Eleonora Gizzi, l’insegnante di Vasto, il cui corpo fu ritrovato casualmente sotto un ponte autostradale che – a quanto dire! – era stato a lungo ispezionato.
Queste evidenze, allora, devono farci riflettere sulle modalità con cui vengono condotte le ricerche nel nostro Paese: sicuramente qualcosa non funziona nelle procedure d’intervento, per cui è diventata un’esigenza non più procrastinabile quella di intervenire e di potenziare questo settore con metodi europei, evoluti, moderni e ancora più professionali.
Al di là di questi dubbi ed osservazioni, vogliamo denunciare anche l’amarezza per le pesanti indiscrezioni che stanno emergendo circa la vita privata e lo stato di salute di Viviana, che purtroppo non può più difendersi.La donna stava sicuramente vivendo un periodo di reale affaticamento, ma non è emerso allo stato nessun elemento, neanche indiretto o latente, che possa far presupporre l’intenzione della stessa di uccidere suo figlio. Questa ipotesi dell’omicidio-suicidio appare forzata ovvero il ” commodus discessus “, la facile via d’ uscita, in considerazione del fatto che sembra assai improbabile che Viviana avrebbe percorso oltre 100 km per lanciarsi poi da un traliccio della corrente (che non costituiva sicuramente la meta del suo viaggio ) avendo tra l’altro a disposizione il terrazzo di casa e senza sottovalutare neanche il fatto che, la mattina prima di uscire, aveva messo in preparazione il sugo per il pranzo con marito e figlio.
In certe circostanze, in assenza tra l’ altro di una indispensabile quanto completa, valida e professionale relazione psico/ socio/ familare e di risultati qualificati di natura medico / legale, sarebbe preferibile, da parte di tutti, il silenzio e il rispetto per due morti così dolorose e per le loro famiglie.
Avv.ti Nicodemo Gentile e Antonio Cozza, legali famiglia Parisi

Il parallelismo con Yara Gambirasio e la “teoria del sugo”

Insomma, fra i passaggi più forti resta in effetti il parallelismo con la vicenda di Brembate Sopra, nella Bergamasca, dove la piccola Yara Gambirasio fu assassinata e abbandonata in un campo (in carcere Massimo Bossetti) e ritrovata settimane dopo del tutto per caso da un aeromodellista, quando lo stesso luogo era stato “battuto” dalla Protezione civile, che – ironia della sorte – in quell’occasione era stata anche ripresa e seguita dalle telecamere del TGR.

Ma il punto forte del post Facebook è senza dubbio la “teoria del sugo“. Ovvero, Viviana avrebbe avuto modo di mettere in atto molto più comodamente un omicidio-suicidio, se l’avesse voluto… non c’era bisogno di fare 100 chilometri fino a Caronia. Anzi, il fatto che avesse messo in preparazione il sugo per il pranzo con marito e figlio farebbe capire che la 43enne aveva tutt’altri piani.

Beh… ni. O meglio, può essere. Ma la strategia del sugo Viviana potrebbe averla messa in atto anche per rafforzare la bugia al marito (“vado a comprare le scarpe per Gioele”). E poi la teoria non prende in considerazione la famosa “Piramide di luce” e con essa soprattutto la motivazione che ha portato Viviana Parisi ad allontanarsi di nascosto e senza cellulare. La campagna di Caronia poi è accidentale: un imprevisto che ha completamente cambiato le carte in tavola, non sappiamo – e probabilmente non sapremo mai fino in fondo – cosa avesse in mente la dj torinese.

daniele.pirola@netweek.it

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