Cronaca
L'omicidio di Collegno

Ha ucciso il padre violento: il pm "costretto a chiedere 14 anni"

La pubblica accusa, forse a malincuore, ha dovuto formulare la richiesta di pena; ora si spera che siano applicate altre attenuanti da parte del collegio giudicante.

Ha ucciso il padre violento: il pm "costretto a chiedere 14 anni"
Cronaca Torino, 08 Novembre 2021 ore 16:08

Ha ucciso il padre violento che maltrattava la mamma e faceva vivere tutta la famiglia nel terrore: il pm "costretto" a chiedere 14 anni di carcere per il giovane Alex Pompa.

La requisitoria al processo

Si è conclusa con la richiesta della pubblica accusa la requisitoria per il delitto avvenuto a Collegno nell'aprile 2020, ma lo stesso magistrato titolare dell'indagine ha fatto chiaramente intendere che si è visto "costretto a chiedere 14 anni". Ovvero, come tutti più o meno ritengono, il ragazzo ha reagito in seguito alle continue vessazioni e al timore che quella volta fosse realmente in pericolo la vita della mamma. Com'erano andate le cose quella fatidica e maledetta sera in casa Pompa lo si è capito dalla ricostruzione post-mortem: il padre padrone, un vero energumeno violento, al culmine dell'ennesima litigata si era diretto verso il cassetto della cucina alla ricerca di un coltello. "La faccio finita vi ammazzo tutti" gridava, quando il figlio 19enne Alex è intervenuto temendo davvero il peggio per sé e la propria mamma. Si è fiondato anche lui verso il mobile della cucina ed ha afferrato un coltello a sua volta. Ha colpito quindi il padre, uccidendolo.

Legittima difesa e protezione

Legittima difesa, tentativo di proteggere se stesso e i suoi famigliari, poca lucidità causata dai continui soprusi... C'è questo e molto altro da tener presente sotto l'arida voce delle "attenuanti". Ma il pubblico ministero non poteva chiedere il proscioglimento: Alex è nella realtà dei fatti l'omicida. Resta da vedere se i giudici del collegio giudicante, seguendo le indicazioni lasciate trasparire dello stesso pm Alessandro Aghemo, vorranno concedere un'interpretazione più "elastica" della norma relativa alle attenuanti. Il problema di fondo in questa branca della giurisprudenza penale è che le attenuanti vengono per così dire... "stoppate" se c'è reato grave (omicidio lo è) e se ci sono vincoli di parentela (come in questo caso). Per questo il dottor Aghemo ha dichiarato in sede processuale: "Valutino i giudici se questa norma è ragionevole", ovvero se 14 anni per aver ucciso il padre violento siano una pena giusta.

(nella foto di copertina, Alex in Tribunale con il suo avvocato)

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