Deceduta per Covid

“Giustizia per la morte di mia mamma”. La figlia della centralinista non si arrende

Lavorava all'Ospedale Molinette ed è venuta a mancare a inizio dicembre. L'ultimo toccante ricordo: una passeggiata con i nipotini nel quartiere Santa Rita.

“Giustizia per la morte di mia mamma”. La figlia della centralinista non si arrende
Cronaca Torino, 17 Febbraio 2021 ore 11:41

Voglio giustizia per mia mamma, la sua morte si poteva evitare. Deve venire a galla la verità“. Con queste parole, durante l’intervista in esclusiva che ha rilasciato a Prima Torino, Luana Vessichelli ha concluso il racconto della terribile vicenda che l’ha vista protagonista, suo malgrado, con l’adorata madre deceduta per Covid. Ci eravamo già occupati della vicenda quando si era saputo che la Procura ha aperto un fascicolo contro ignoti per indagare sulla morte della centralinista.

L’infezione al lavoro

La vicenda è nota: Giusy Camonita, 67 anni, lavoratrice dipendente alla Città della Salute di Torino, è deceduta per le conseguenze dell’infezione da Covid. L’ipotesi, sulla quale ha aperto un’inchiesta ufficiale la Procura della Repubblica presso il Tribunale doi Torino, è che la donna abbia contratto la malattia sul posto di lavoro. Qui, sempre secondo l’ipotesi investigativa, non si sarebbero rispettate le basilari norme anti Covid. Il che presuppone una responsabilità (magari indiretta) della Asl di riferimento nei confronti dei propri operatori-dipendenti. Una tesi che Luana non considera campata in aria: “Fra centralino e reception delle Molinette si sono registrati più di venti contagiati su una trentina di addetti. Percentuali altissime, non in linea con il resto dei reparti. Mi sembra probabile che non siano stati rispettati i protocolli. Mia mamma era attentissima: igienizzava sempre tutto prima di iniziare a lavorare…” Ma gli spazi in quell’ufficio erano stretti e le presenze, par di capire, non contingentate (almeno all’inizio).

Otto scrivanie attaccate

Ancora Luana:

“Mia mamma lavorava in un locale esterno ai reparti, quindi ritengo poco probabile un’infezione dovuta ai pazienti già ammalati. Lei stava vicino alla portineria, dopo le scale, in uno stanzino piccolo dove lavoravano otto persone su scrivanie attaccate. Ci sono stata un paio di volte e non mi sembra proprio che ci fosse il distanziamento previsto… Dopo hanno fatto dei cambiamenti, aumentando gli spazi e mettendo i Dpi. Ma ormai era forse troppo tardi. Comunque aspettiamo l’esito delle indagini. Mia mamma si è ammalata di Covid sul posto di lavoro, cosa che non dovrebbe mai succedere! Uno va a lavorare per guadagnarsi da vivere e invece trova la morte. E’ assurdo. Non mi darò pace finché non sarà emersa la verità”.

Un legame molto forte

Tra mamma e figlia c’era un legame molto forte. Luana è figlia unica e vive a Collegno (mentre Giusy abitava a Torino nel quartiere Santa Rita). Ha interrotto ogni rapporto col padre molti anni fa e la madre era una presenza basilare nella sua vita: “Sono distrutta. Mia mamma era importantissima per me, il mio dolore non ha fine. Non sono ancora stata contattata dal Tribunale (Pubblico ministero Vincenzo Pacileo, ndr), ho solo saputo dall’avvocato la sera prima che c’era questa indagine in corso. Poi ho letto gli articoli sui giornali e online. Ne hanno parlato in molti. E’ assurdo morire così… Mia mamma sarebbe andata in pensione ad agosto. L’ultimo ricordo che ho di lei? Sarà stato tipo verso novembre 2020: noi a passeggio in zona Santa Rita con i miei due figli, i suoi adorati nipotini…”

Deceduta il 3 dicembre

Il primo caso di Covid alle Molinette si era registrato a novembre 2020. L’Azienda allora aveva sottoposto tutto il personale del centralino a tampone molecolare e la 67enne risultava negativa. Poi però si è ammalata e il 3 dicembre 2020 è purtroppo deceduta. Si spera dunque che l’indagine potrà fare piena luce sulla centralinista morta per Covid alla Città della Salute di Torino. Sarà da valutare, soprattutto, se siano stati rispettati da parte delle autorità i parametri relativi al contenimento della diffusione pandemica. Certto Luana non ha intenzione di lasciar cadere la cosa: “Voglio giustizia per la morte di mia mamma e se devo, lo urlerò al mondo intero! Aiutatemi a fare arrivare la mia voce il più lontano possibile”. 

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