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Mega-serra illegale

Giungla di marijuana in un casolare abbandonato: 600 piante!

Le rigogliose piante venivano ventilate e riscaldate con lampade alogene per simulare al meglio il clima caraibico. Quattro in manette.

Giungla di marijuana in un casolare abbandonato: 600 piante!
Cronaca Torino, 02 Marzo 2021 ore 11:38

Una vera e propria giungla di marijuana fatta crescere e amorevolmente curata in un casolare abbandonato. Davvero rigogliose quelle floride piante di “erba” rinvenute dai Carabinieri a Brozolo, l’ultimo paesino torinese al confine con la provincia di Asti. Nella rete dei militari sono finite quattro persone: un italiano e tre albanesi.

Lo scantinato del casolare dove c’era la piantagione

Sequestrata anche la cascina

Nell’àmbito dei servizi di controllo del territorio disposti dal Comando Provinciale per contrastare la produzione e la vendita di sostanze stupefacenti, i Carabinieri hanno arrestato 4 persone e sequestrato una cascina-casolare adibita alla coltivazione della cannabis. Il sequestro è stato operato a Brozolo, in provincia di Torino, da parte dei militari delle Stazioni di Cavagnolo e Verolengo. Sono davvero tante le piante: circa 600 piante, e molto alte (oltre un metro e mezzo l’una) che erano coltivate in un fabbricato di campagna. Le avevano cresciute davvero bene i giardinieri: a forza di luce calda con lampade alogene, tanta acqua e aerazione per simulare al meglio il clima caraibico. I quattro complici, un italiano e tre albanesi, avevano trasformato il cascinotto in una vera e propria “fabbrica della marijuana”. All’interno erano state allestite sei stanze con potenti lampade Uva, impianti di aerazione, condizionatori e umidificatori per la coltivazione intensiva delle piante.

Rubavano pure la corrente

Per la fase  post-produzione c’erano anche alcuni essiccatori e materiale per il confezionamento dello stupefacente. Nelle fasi del controllo gli uomini dell’Arma hanno anche accertato che tutte le apparecchiature installate erano alimentate con energia elettrica rubata dalla rete pubblica. Forse proprio questo dettaglio potrebbe aver instradato gli investigatori: i consumi di energia elettrica, se subiscono sbalzi notevoli (come nel caso dell’uso massiccio di lampade alogene) vengono registrati come anomali. Da qui, magari, il sospetto e l’approfondimento che ha guidato i carabinieri nell’indagine. Sia come sia, è stata smantellata la giungla di marijuana nel casolare abbandonato. Le infiorescenze saranno analizzate in laboratorio per stabilire i contenuti di Thc e Cbd, quindi le piante verranno bruciate nell’inceneritore della Questura.

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