covid e movida

Gestori di bar e ristoranti preoccupati dall’eventualità di una chiusura anticipata

Una preoccupazione che per il momento non trova seguito nelle dichiarazioni della Regione Piemonte secondo cui il vero problema risiede nella mancanza dell'osservazione delle regole.

Gestori di bar e ristoranti preoccupati dall’eventualità di una chiusura anticipata
Torino, 06 Ottobre 2020 ore 15:27

Con il continuo aumento dei contagi e dei ricoveri, i gestori di bar e ristoranti iniziano a essere seriamente preoccupati perché la possibilità che vengano imposte misure ristrettive è più che plausibile e sarà una scelta delle Regioni.

La questione del coprifuoco alle 23

Eppure Giuseppe Conte ha rassicurato tutti dichiarando che non ci sarà alcun coprifuoco delle 23 e anche la Regione Piemonte è dalla parte dei gestori. Per l’Assessore regionale al Commercio Vittoria Poggio ad esempio la chiusura anticipata rappresenterebbe un grosso danno all’economia.

Movida ingestibile

La movida, però, è una delle situazioni più difficili da gestire, basta fare un giro nei quartieri “caldi”come San Salvario, Vanchiglia e Piazza Vittorio dove i ragazzi si riuniscono a centinaia e senza mascherine. Ma una chiusura anticipata in effetti riuscirebbe a contenere il fenomeno? Per il presidente nazionale di Fiepet Confesercenti, Giancarlo Banchieri, non può essere questa la soluzione, anzi nuove restrizioni metterebbero solo in ginocchio una categoria già parecchio penalizzata. Quello che forse serve è un maggiore senso di responsabilità di tutti. Sulla stessa linea è Lino Enrico Stoppani, il presidente di Fipe-Confcommercio, responsabilità e controlli, soprattutto per verificare che ci sia effettivamente il distanziamento tra i tavoli e sanzionare chi non rispetta le misure di sicurezza, ma nessuna chiusura alle 23 perché sarebbe come darsi una pugnalata da soli.

Le regole dimenticate

Le regole ci sono sempre state, ma a giudicare dai sabati sera torinese, molti se le sono già  dimenticate. Non tutti i locali rispettano l’obbligo di un metro tra i tavoli e non tutti chiedono ai convitati se si tratta di congiunti. Infine ci si è forse dimenticati che l’obbligo di mascherina persiste quando non si può mantenere la distanza, anche all’aperto. Quello che forse manca è la percezione dell’esistenza delle sanzioni.

 

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